Il CVD non ti dice chi compra. Ti dice chi ha fretta.

Ciao trader,
quando ho chiuso la serie sull’order flow ti ho lasciato in sospeso una cosa.
Avevo detto che il CVD, se ne avessimo parlato, si meritava un pezzo tutto suo.
Eccolo. Ed è quello dove rischio di farti più arrabbiare, perché tocca l’indicatore che tutti mettono sotto al grafico e quasi nessuno legge per quello che è.
Ti dico subito come l’ho usato male io, così ci togliamo il pensiero.
Me lo ero messo sotto al prezzo e ci disegnavo le divergenze come le disegnavo sull’RSI dieci anni prima. Ne trovavo a decine. Ne trovi a decine anche tu, se lo fai.
Dopo qualche mese la conclusione a cui ero arrivato era che l’order flow non funziona.
La conclusione giusta era un’altra: stavo usando uno strumento di misura come se fosse un oscillatore.
Ok, vamos.
Il conto, in tre righe
Nella prima puntata abbiamo aperto la candela e visto che ogni eseguito ha un lato: c’è chi aspettava col suo ordine fermo, e c’è chi è andato a prenderselo pagando lo spread.
Il delta è la differenza fra questi due, barra per barra: aggressione in acquisto meno aggressione in vendita.
Il CVD, cioè il delta cumulato, è la stessa cosa sommata nel tempo. Una linea che sale quando è la fretta di comprare a comandare, e scende quando comanda quella di vendere.
Tutto qui. Non c’è altro dentro.
E adesso la frase che cambia tutto
Il CVD non misura quanti comprano e quanti vendono.
Non può, ed è aritmetica, non opinione: in ogni scambio le quantità comprate e vendute sono identiche per definizione. Se qualcuno ha comprato dieci contratti, qualcun altro glieli ha venduti. Sempre. Non esiste una candela in cui “hanno comprato più di quanto abbiano venduto”.
Quello che non è identico è chi dei due aveva fretta.
Quindi:
Il CVD misura chi ha fretta, e da che parte sta.
Rileggila, perché da questa riga discende tutto il resto del pezzo, compresi gli errori.
Il modo giusto di leggerlo: è lo sforzo, non il risultato
Se il CVD è la fretta, allora è lo sforzo. E il prezzo, che è il risultato, sta dall’altra parte della bilancia.
Presi da soli non dicono quasi niente.
Contano quando non tornano.

Guarda le due righe accese della figura, perché sono le uniche due che valgono.
Tanta gente che ha fretta di comprare, e il prezzo che non sale.
A quel punto la domanda giusta non è “chi sta comprando”. La domanda è: chi c’è dall’altra parte che se li sta prendendo tutti?
Le tre ragioni per cui nasce una divergenza
E qui arriviamo alla parte per cui vale la pena di aver letto fin qui.
Prezzo che fa un nuovo massimo, CVD che non lo fa. La famosa divergenza. Su internet te la vendono come il segnale che ti fa prendere il massimo del giorno.
Il problema è che quella stessa immagine nasce da tre situazioni diverse, e solo le prime due sono interessanti.
Uno, l’assorbimento vero. C’è un ordine grosso fermo lì che si prende tutta l’aggressione e si ricarica man mano che gliela mangiano. È quello che ci interessa, ed è quello di cui abbiamo parlato nella seconda puntata. Si verifica sul book, non sul CVD.
Due, l’iceberg. Un ordine enorme mostrato a pezzettini. Sul book sembra piccolo, in realtà è un muro. Stessa dinamica del primo, con la differenza che non lo vedi: lo deduci dal fatto che il livello regge senza mostrare size.
Tre, e questo è quello che non ti dice nessuno: semplicemente non c’è aggressione dall’altra parte.
Il prezzo sale, il CVD non sale, e non perché qualcuno stia assorbendo.
Sale perché non c’è nessuno che venda.
I venditori si sono tolti di mezzo, la strada è sgombra, e il prezzo scivola in su senza che nessuno debba pagare per portarcelo.

Questa terza è la maggioranza dei casi, ed è il motivo per cui una divergenza da sola non basta mai.
Perché le prime due dicono “c’è un muro”. La terza dice “non c’è niente”.
E sul grafico, sotto al prezzo, hanno esattamente la stessa faccia.
Un caso mio, dove la terza si vede benissimo
ES, 6 agosto, due schermate a dieci minuti di distanza.
Alle 12:10 il prezzo stava a 7.756,25, col book che mostrava un tetto di vendite fresco appena sopra, e più su ancora i venditori che si stavano togliendo.
Alle 12:20 il prezzo stava a 7.760,25. Il tetto non aveva tenuto.
Dieci punti di salita. E in quei dieci minuti il CVD è rimasto negativo, a -239.
Vuol dire che mentre il prezzo saliva, l’aggressione era in vendita. Nessuno stava comprando pagando lo spread.
Quindi quella salita non era spinta. Era vuoto.
Saliva perché i venditori si toglievano, non perché i compratori pagavano. Risultato senza sforzo.
E un movimento che ha bisogno che il vuoto resti vuoto è un movimento che torna indietro in fretta quando qualcuno si rimette a vendere sul serio.
Due cose da dire su questo esempio, perché mi girerebbero se non me le dicessero.
Sono due fotografie, non una registrazione. Mi dicono che il passaggio è avvenuto, non se quel tetto è stato mangiato o ritirato. Col CVD negativo propendo per la ritirata, ma è un’inferenza, non una misura.
Ed erano le 12:20 in Europa, cioè pre-mercato americano sull’ES: book sottile, pochi partecipanti. Togliere size quando c’è poca gente costa poco, e la stessa lettura alle 15:30 pesa molto di più. Non prendere il metro di mezzogiorno e usarlo all’apertura di Wall Street.
Le tre trappole, e vanno dette tutte
Uno. Il CVD dipende da come è calcolato. Ogni piattaforma decide a modo suo come classificare gli eseguiti, e i risultati non sono identici. Non esiste un CVD “vero” e non esiste il settaggio migliore. Quello che conta è sapere come lo calcola il tuo strumento, e usarne uno solo. Confrontare il CVD di due piattaforme diverse è come confrontare due orologi regolati da due persone diverse.
Due. È cumulativo, quindi dipende da dove comincia. Un CVD che parte dalla mezzanotte e uno che parte dall’apertura del cash raccontano due storie diverse sullo stesso identico pomeriggio. Il livello assoluto non vuol dire niente: conta solo la forma dentro la finestra che hai scelto. Scegline una e tienila.
Tre. Nei giorni di rollover il CVD è spazzatura. Il volume si divide fra due scadenze e la serie non ha più senso. Vale per il volume, vale per l’open interest, vale qui. Segnati le date del rollover trimestrale sul calendario e in quei giorni non fare il dottore.
E una nota che riguarda molti di voi: il CVD si legge sul future, dove il volume è vero e centralizzato. È la struttura con cui lavoro e l’ho sempre dichiarata: analisi sul future, esecuzione dove operi. Un CVD calcolato su uno strumento senza volume centralizzato non sta misurando quello che crede di misurare.
“Salita venduta”
Due parole su questa espressione, che sentirai ovunque.
Nella testa di chi la dice significa: il prezzo sale ma il CVD scende.
Il fatto in sé può benissimo essere vero. È la conclusione che ci tirano fuori, cioè “quindi adesso scende”, a non reggere.
Primo, perché può essere il terzo caso: non c’è vendita aggressiva, quindi il CVD non sale, ma il prezzo sale lo stesso perché non c’è offerta.
Secondo, e più importante: non è un ingresso, perché non ti dice dove entrare. Un ingresso è un prezzo. Una divergenza non è un prezzo, è una forma.
La riga da portarsi a casa
Una divergenza non è un segnale. È una domanda.
La domanda è “chi sta assorbendo?”, e la risposta non sta sul CVD. Sta sul book.
Io il book lo guardo nel DeepDOM.
Due righe di trasparenza, che mi sembrano dovute: quello sopra è un link di affiliazione. Se lo utilizzi e sottoscrivi io prendo una commissione, tu non paghi un centesimo in più.
Se guardi il book e non c’è nessuno, la risposta è “nessuno”, e allora non c’era niente da vedere.
Usato bene, il CVD è una conferma che si somma a un livello che avevi già segnato stamattina. Non è mai il motivo per cui quel livello esiste.
Ed è anche il motivo per cui, nel mio ordine di accensione degli strumenti, il CVD è l’ultimo. Non il primo.
Cosa fai da domani mattina
Compito piccolo e per una settimana non ci operi, come sempre.
Segnati dieci divergenze. Non serve che siano belle, prendi le prime dieci che vedi.
Per ognuna, nello stesso momento, guarda il book e scrivi una parola sola: c’era size vera su quel livello, sì o no.
Poi aspetta e annota com’è finita.
Alla fine separa i due gruppi e contali.
Quello che quasi sempre viene fuori è che le divergenze con size sul book e quelle senza si comportano in modo diverso, e che quelle senza sono la maggioranza.
Dopo quel compito non guarderai mai più il CVD da solo, che è esattamente il punto. Se un posto dove tenere le annotazioni non ce l’hai, il TradingBlog Diary è gratuito e serve a questo.
Il CVD misura chi ha fretta. Il book mostra chi sta fermo. Guardarne uno solo è come ascoltare metà di una litigata. Tiziano Brunno
Chiudo con la cosa che mi ha fatto risparmiare più soldi di tutte, in questa storia.
Non è aver imparato a leggere il CVD.
È aver smesso di chiedergli quello che non può sapere.
Lui ti dice chi stava correndo. Chi stava fermo dall’altra parte, e se era grosso, quello te lo deve dire un altro strumento.
Quando due strumenti diversi ti dicono la stessa cosa, quella cosa smette di essere la tua opinione.
Suerte Amigo!
Tiziano Brunno
Tradingblog
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Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale.

Tiziano Brunno, trader dal 2014. Ho iniziato come junior in una prop firm e ne sono uscito da CEO: il settore lo conosco da dentro, trucchi compresi. Qui scrivo di mercati, macro e crypto senza cravatta e senza fuffa – solo roba verificata. Oggi costruisco The Thunder Trader, dove contano solo le performance.


