Operatività

Le macchie sul book non sono tutte uguali. Una è un bersaglio, l’altra è un muro.

Tiziano Brunno · 7 Ottobre 2026 · 7 min

Ciao trader,

la prima volta che ho aperto una heatmap della liquidità ho pensato una cosa sola: e adesso?

Uno schermo pieno di macchie colorate che scorrevano, alcune grosse, alcune piccole, tutte che sembravano dirmi qualcosa senza dirmi niente.

Ci ho messo un po’ a capire che stavo guardando la cosa giusta con la domanda sbagliata.

Ok, vamos.

Il malinteso che fa smettere quasi tutti

Prima di tutto togliamo di mezzo la cosa per cui la gente prova l’order flow e molla dopo due settimane.

Non serve a cliccare in fretta.

Non stiamo parlando di leggere il tape e scattare sul momento. Quello è un altro mestiere, richiede riflessi da professionista tutti i giorni, e francamente non è il mio.

L’order flow serve a una cosa diversa e molto più tranquilla: scegliere quale livello.

Perché il grafico ti dice dove sta il livello. Il book ti dice se dietro quel livello c’è qualcuno.

Sono due informazioni diverse, e servono in due momenti diversi. Il grafico basta a piazzare un ordine. Il book serve a decidere quale dei tre livelli che hai segnato è quello buono.

E lo fai prima, con calma, non mentre il prezzo corre.

Come si legge una heatmap, in tre righe

Detta semplice, perché la prima volta sembra roba aliena.

Il tempo scorre da sinistra a destra. Quello che vedi a sinistra è passato, il bordo destro è adesso.

Ogni riga orizzontale è un prezzo. Sempre lo stesso prezzo, che attraversa lo schermo.

Il colore dice quanta size c’è in attesa su quel prezzo. Acceso vuol dire tanta, spento vuol dire poca.

Ecco, hai già tutto. Una macchia accesa e allungata vuol dire che su quel prezzo c’è size in attesa da un po’.

E qui arriva la cosa che nessun altro pannello ti dà

Questa è la ragione per cui la heatmap si guarda per prima.

Fra i pannelli del book, è l’unico che ha il tempo dentro.

Il book a scaletta ti dice cosa c’è adesso. I profili ti dicono il cumulato. Solo la heatmap ti fa vedere da quanto quel muro sta lì.

E questo cambia tutto, perché la distinzione che conta davvero non è quanto è grosso un blocco. È da quanto tempo c’è.

Heatmap della liquidità schematica: una traccia lunga, presente da molto prima, fa da bersaglio e il prezzo la va a prendere. Una traccia corta della stessa intensità, comparsa mentre il prezzo si avvicinava, fa da barriera e il prezzo si gira lì.
Due tracce sulla stessa heatmap. Una lunga, presente da prima che il prezzo si muovesse. Una corta, comparsa mentre il prezzo si avvicinava. Stessa intensità di colore, due significati opposti.

Le due macchie che sembrano uguali

Guarda la figura qui sopra. Due blocchi, stesso colore, stessa dimensione. Fanno due mestieri opposti.

La traccia lunga è lì da prima che il prezzo cominciasse a muoversi verso di lei. Qualcuno ha messo quegli ordini quando il mercato stava da un’altra parte, e li ha lasciati.

Quella è liquidità storica, e io la leggo come una calamita. Il prezzo tende ad andarci. Per me è un bersaglio.

La traccia corta è comparsa mentre il prezzo si avvicinava. Qualcuno ha visto arrivare il mercato e si è messo lì apposta, adesso.

Quella è liquidità fresca, e io la leggo come una barriera. È lì che mi aspetto la resistenza vera.

Storica uguale bersaglio, fresca uguale muro. Due macchie identiche sullo schermo, due cose opposte da farci.

Il colore ti frega, ed è qui che si sbaglia

Adesso la parte controintuitiva, quella che vale l’articolo.

Il colore conta meno di quanto sembra.

Dice quanto è grosso quel blocco. Non ti dice che mestiere fa.

E poi la scala dei colori è relativa. La piattaforma la ricalibra da sola, quindi lo stesso rosso di stamattina e di stasera può voler dire due size diverse.

Una traccia enorme, rossa, che urla dallo schermo, se è vecchia per me resta un bersaglio. E vendere contro quel muro solo perché “è enorme, non lo passa mai” vuol dire rischiare il trade sbagliato avendo in mano l’informazione giusta.

È il modo più frustrante di perdere: hai visto la cosa, l’hai letta al contrario.

La domanda giusta davanti a una macchia grossa non è “quanto è grossa”. È “da quanto sta lì”.

“Ma tanto è tutto finto”

Adesso l’obiezione che si fa chiunque dopo una settimana, e che va affrontata perché è metà legittima.

Sì, una parte di quella size non è vera. Esiste gente che espone ordini che non ha intenzione di far eseguire, giusto per dare l’impressione che a quel prezzo ci sia un muro, e poi li toglie prima che il prezzo ci arrivi.

Si chiama spoofing, è vietato sui mercati regolamentati e viene perseguito. Negli USA è reato dal 2010, col Dodd-Frank. In Europa lo vieta il regolamento MAR. E non è teoria: nel 2020 JPMorgan ha pagato 920 milioni di dollari per spoofing su metalli e titoli di Stato.

Questo non vuol dire che non succeda più. Vuol dire che non è il meccanismo che governa il mercato tutti i giorni.

Perché la maggior parte delle cancellazioni non è manipolazione. È gente che cambia idea, algoritmi che riprezzano, market maker che aggiornano i loro prezzi di continuo.

E attribuire ogni cancellazione a un complotto è il modo più veloce di smettere di ragionare.

Tre modi in cui una riga sparisce dal book: mangiata, con volume passato su quel prezzo; ritirata, senza che su quel prezzo passi niente; spostata, che ricompare poco più in là senza volume sul prezzo di prima. La domanda che li distingue è se è passato volume.
I tre modi in cui una riga sparisce dal book, e la domanda che li distingue. Mangiata, ritirata, spostata.

Perché una riga può sparire dallo schermo per tre motivi diversi, e sullo schermo si vedono tutti e tre uguali.

È stata mangiata, cioè eseguita. Qualcuno se l’è presa tutta. Come lo riconosci: su quel prezzo è passato volume.

È stata ritirata, cioè cancellata. Come lo riconosci: su quel prezzo non è passato niente. La riga se ne va e lì non si è scambiato un contratto.

Si è spostata. Sparisce da un prezzo e ricompare poco più in là, senza che lì sia passato volume.

La domanda che le separa è sempre la stessa, una sola: è passato volume?

Occhio solo a una cosa: a volte succedono tutte e due insieme. Passa un po’ di volume, e il resto del muro sparisce. Lì la domanda diventa: è passato tanto volume quanto era grosso il muro?

Non ti serve leggere nel pensiero

Qui arriva la parte liberatoria, perché ti toglie un peso.

Non ti serve stabilire l’intenzione di nessuno.

Non ti serve sapere se era spoofing, se era un algoritmo, se era un fondo che ha cambiato idea alle dieci e un quarto. Non lo saprai mai e non ti serve.

Quello che è successo su quel prezzo invece lo vedi, ed è lì sullo schermo. Parti da quello.

Io il book lo guardo nel DeepDOM, ma il ragionamento vale su qualunque heatmap, Bookmap compreso: cambia la grafica, non cambia quello che stai leggendo.

Due righe di trasparenza, che mi sembrano dovute: quello sopra è un link di affiliazione. Se lo utilizzi e sottoscrivi io prendo una commissione, tu non paghi un centesimo in più.

Cosa fai da domani mattina

Apri una heatmap e non guardare i colori. Guarda le lunghezze. Per una settimana, solo quello. Segnati quali tracce erano lì da prima e quali sono comparse all’ultimo.

Poi guarda cosa ha fatto il prezzo. Quante volte è andato a prendere le vecchie e quante volte si è girato sulle nuove.

E quando una sparisce, chiediti solo se è passato volume. Non chiederti perché è sparita. Quella domanda non ha risposta e non ti serve.

Una cosa prima di chiudere, visto che siamo in confidenza. Da un po’ mi frulla in testa un’idea: tutte queste letture, prese una alla volta, restano attrezzi sparsi. Il footprint, il profilo, il delta, il book. Quello su cui sto lavorando è metterle dentro un protocollo operativo solo, dove ogni pezzo sa quando tocca a lui. Non annuncio niente finché non è finito, ma se sei arrivato a leggere fin qui, sappi che c’è.

Il colore ti dice quanto è grosso quel muro. Non ti dice che mestiere fa. Quello te lo dice da quanto tempo sta lì.

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Chiudo con la cosa che mi ha fatto scattare tutto.

Per mesi ho guardato il book cercando la macchia più grossa.

Poi un giorno ho smesso di chiedermi quanto fosse grossa e ho cominciato a chiedermi da quanto stesse lì.

Da quel momento lo schermo ha smesso di essere pieno di rumore colorato, ed è diventato una mappa.

Suerte Amigo!

Tiziano Brunno

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