Comprare crypto senza farsi male: quanto mettere, quanto rischiare, dove tenerle

Ciao trader,
la domanda che mi fanno più spesso sulle crypto non è “cosa compro”.
È “quanto ci metto?“
E io rispondo sempre con un’altra domanda: quanto sei disposto a perderne?
Lì quasi tutti si fermano. Qualcuno ride. Qualcuno risponde “niente, mica le compro per perdere”.
Ecco, il problema sta tutto in quella risposta.
Nessuno compra per perdere. Ma chi non ha deciso prima quanto può perdere, quella cifra la scopre dopo. E rischia di scoprirla dal mercato, nel giorno peggiore.
La lezione scorsa abbiamo visto cosa muove il prezzo. Oggi si passa alla pratica, e la regola di base è una sola: prima si decide quanto si può perdere, poi quanto si compra. Mai il contrario.
Ok, vamos.
Prima di tutto: guarda di cosa è capace
Non ti chiedo di indovinare dove va. Ti chiedo di guardare dove è già andato.

Il 6 ottobre 2025, su Coinbase, bitcoin ha toccato 126.296 dollari.
Il 1° luglio 2026 ha toccato 57.718. Meno 54%.
In mezzo, il 5 febbraio 2026, ha perso il 14% in una sola giornata. E il giorno dopo ha recuperato il 12%.
Non te lo dico per spaventarti. Te lo dico perché questi numeri sono il tuo conto, se ci metti tutto.
Se avessi comprato al massimo con tutto il capitale, a luglio ne avresti avuto meno della metà. E non per un errore di analisi: solo perché bitcoin si muove così.
La size si decide dal rischio, non dalla voglia
Ora te lo spiego come lo facciamo sui futures, perché vale identico.
Uno. Decidi che fetta del tuo capitale sei disposto a perdere se hai torto. Una percentuale, non una cifra a caso. Quanto sia, lo decidi tu: dipende da quanto capitale hai, da cosa ti serve e da quanto dormi la notte. Quello che conta è che sia decisa prima e scritta da qualche parte.
Due. Decidi dove hai torto. Cioè il prezzo a cui la tua idea non regge più. Quello è lo stop.
Tre. Solo adesso calcoli quanto comprare: il rischio diviso la distanza dello stop. Se la distanza la misuri in percentuale, ti esce quanto vale la posizione; se la misuri in dollari per moneta, ti esce quante monete.

Guarda la figura, perché qui c’è la cosa che quasi nessuno ha chiara.
Rischiare una certa cifra non vuol dire comprare quella cifra. Con lo stop vicino puoi comprare di più, con lo stop lontano devi comprare di meno. Se hai torto, la perdita è la stessa, più commissioni e l’eventuale slittamento dello stop.
Un limite: senza leva la posizione non può superare il capitale che hai. Se la formula ti dà una cifra più grande del conto, non è un via libera alla leva: vuol dire che lo stop è troppo vicino o il rischio troppo alto.
E torna al 5 febbraio. Con lo stop al 2% quel giorno eri fuori al primo respiro, e il giorno dopo il prezzo aveva già recuperato il 12%. Con uno stop più largo reggi giornate così, ma devi comprare meno. Lo stop stretto ti fa comprare di più, ma su un mercato che fa il 14% in un giorno scatta per un niente. Chi si fa spazzare via è chi tiene la size grossa e poi allarga lo stop, o non lo mette proprio.
E se compri senza stop, per tenere? È una scelta legittima. Ma allora la distanza dello stop è tutta la strada fino a zero. E non è un’ipotesi da manuale: il -54% che hai visto sopra non è il peggio, fra il 2021 e il 2022 bitcoin ha perso il 77%, fra il 2017 e il 2018 l’84%. Quindi la domanda diventa: se domani si dimezza, quanto del mio capitale se ne va? Quella cifra deve essere una che puoi perdere senza cambiare vita.
Questo conto io lo faccio a mano da anni sui futures. Sulle crypto, con le quantità piene di decimali e il cambio euro dollaro di mezzo, a mano si sbaglia. Per questo abbiamo fatto il Crypto Risk Manager: metti capitale, percentuale di rischio, entrata e stop, e ti dice quanto comprare. Se usi la leva, ti avvisa anche quando il prezzo di liquidazione cade prima del tuo stop, cioè quando lo stop che hai messo non arriverà mai. È gratis, e ci metti trenta secondi. Molto meno di quanto ci metti a perdere un conto per una size scelta a sentimento.
Sulla leva non mi ripeto: leva e liquidazioni, come ti spazzano via. Ti dico solo che per comprare una crypto la leva non serve. Serve a chi vuole fare di più col capitale che ha, e paga quel di più col rischio di uscire prima di quando aveva deciso.
Dove tieni quello che hai comprato
La size ti protegge dal prezzo. Ma il prezzo non è l’unico modo di perdere soldi con le crypto.
Ricordati la distinzione che ci portiamo dietro dalla prima lezione: il registro è una cosa, chi ti custodisce l’accesso è un’altra. Il registro di bitcoin, finora, nessuno è riuscito a riscriverlo. Quelli che vengono bucati di continuo sono exchange, servizi di custodia e chiavi.
Se lasci le crypto sull’exchange, quello che hai è una riga nel suo database: ti deve delle monete. Se l’exchange salta, il problema diventa tuo. Ne ho parlato per bene in l’exchange, il posto dove compri.
E non serve un fallimento. Il 21 febbraio 2025, secondo l’FBI, sono stati rubati circa 1,5 miliardi di dollari in crypto a un grande exchange. La blockchain non c’entrava niente: è stato bucato il sistema con cui l’exchange firmava le uscite dal suo deposito. Quella volta ha dichiarato di aver coperto i clienti. Con FTX, fallito nel novembre 2022, i primi rimborsi, per i crediti piccoli, sono partiti a febbraio 2025. E calcolati in dollari, al prezzo del giorno del fallimento: chi aveva bitcoin si è visto restituire il valore di allora più gli interessi, non i bitcoin.
Se le mandi a un indirizzo di cui hai solo tu le chiavi, sul registro restano tue e nessun exchange te le deve più. Ma con le chiavi passa a te tutta la responsabilità. Come non perderle e come non regalarle lo trovi in le chiavi e il portafoglio.
Quale delle due scegli è affare tuo. Ma la custodia è una scelta di rischio come la size, e va fatta prima, non il giorno che tutti corrono a prelevare.
Cosa fai da domani mattina
Scrivi la percentuale. Quanto del capitale sei disposto a perdere su un’operazione. Una riga, prima di aprire l’exchange.
Decidi lo stop prima della size. Se non sai dove hai torto, non sai quanto comprare.
Decidi chi custodisce le chiavi prima di comprare. E se lasci le crypto sull’exchange, fallo sapendo che quello che hai è la promessa di un’azienda.
Dove andiamo la prossima volta
Ultima lezione della scala. Abbiamo messo un limite a quello che ti può togliere il prezzo, e scelto a chi affidi le chiavi. Resta la cosa più insidiosa di tutte: le truffe che funzionano ancora. Firme che autorizzano qualcun altro a svuotarti l’indirizzo, finti supporti, progetti che spariscono coi soldi.
Quanto ci metto è la domanda sbagliata. Quella giusta è quanto sono disposto a perdere, e va fatta prima di cliccare compra.
Torno all’inizio.
A quelli che mi rispondono “niente, mica le compro per perdere” dico sempre la stessa cosa.
Perfetto. Allora scrivi quanto. Perché il mercato quella cifra te la chiede comunque.
Solo che se non l’hai scritta tu, la sceglie lui.
Suerte Amigo!
Tiziano Brunno
Tradingblog
Vuoi mettere alla prova la tua lettura dei mercati?
Confrontati e sfida altri trader dentro un’Arena in ambiente demo, senza rischio di capitale reale. Scopri i Performance Arena Event di The Thunder Trader.
Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale.

Tiziano Brunno, trader dal 2014. Ho iniziato come junior in una prop firm e ne sono uscito da CEO: il settore lo conosco da dentro, trucchi compresi. Qui scrivo di mercati, macro e crypto senza cravatta e senza fuffa – solo roba verificata. Oggi costruisco The Thunder Trader, dove contano solo le performance.


