Operatività

0DTE: le opzioni che scadono in giornata e perché muovono anche te

Tiziano Brunno · 31 Luglio 2026 · 9 min

Ciao trader,

nel primo pezzo di questa serie ti ho lasciato con una promessa. Ti avevo detto che il quadro pulito del GEX, il gamma flip, il call wall, il put wall, negli ultimi anni è diventato molto più ballerino. E che la colpa è di una bestiola nuova: le opzioni che scadono in giornata, gli 0DTE.

Oggi mantengo la promessa.

Prima però un avviso onesto. Qui do per scontato che tu sappia già cosa sono gamma e delta hedging, cioè il market maker costretto a comprare e vendere il sottostante per restare neutro. Se ti suonano nuovi, non partire da qui, fermati e leggi prima l’altro pezzo, se no facciamo confusione:

Il primo articolo: GEX, perché certi giorni l’indice sta fermo e altri crolla

Fatto? Bene, vamos.

Cosa sono, e perché sono esplosi

0DTE sta per “zero days to expiration”, zero giorni alla scadenza. Sono opzioni che nascono e muoiono nella stessa seduta.

Fino a qualche anno fa le opzioni scadevano il venerdì, o una volta al mese. Poi sullo S&P 500, l’indice più tradato al mondo in opzioni, hanno messo scadenze tutti i giorni della settimana. Da lì è partito il boom.

Oggi gli 0DTE sono diventati una fetta enorme del volume giornaliero di opzioni sull’indice, in certe giornate quasi la metà di tutto. Non è più roba di nicchia per quattro smanettoni. È diventata una parte centrale di come si muove il mercato intraday.

E questa è la ragione per cui ti riguardano anche se le opzioni non le tocchi nemmeno con un bastone.

Perché una scadenza a poche ore è un’altra bestia

Un’opzione con davanti settimane si comporta in un modo. La stessa opzione con davanti poche ore si comporta in un modo completamente diverso. Ci sono tre motivi.

La gamma diventa enorme e concentrata. Più la scadenza si avvicina, più la gamma di un’opzione vicina al prezzo attuale si impenna. Vicino alla scadenza, un’opzione appena sotto il prezzo vale quasi zero, appena sopra vale tantissimo, e il passaggio tra i due mondi è una lama. Questo obbliga i market maker a coperture violente e rapidissime attorno a pochi strike precisi.

Il theta brucia. Il theta è il tempo che si mangia il valore dell’opzione. In una 0DTE il tempo residuo è ridicolo, e quel valore evapora ora dopo ora come benzina in un serbatoio bucato. A fine giornata deve valere zero o tutto, non c’è via di mezzo.

Il delta passa da 0 a 1 in fretta. Con settimane davanti, l’esposizione di un’opzione cambia in modo morbido. A poche ore dalla scadenza cambia di scatto: il prezzo attraversa lo strike e l’opzione passa dal non contare niente al contare come una posizione piena. È un interruttore, non una manopola.

Mettili insieme: gamma da paura, tempo che evapora, esposizione che scatta. Hai una molla caricata su pochi livelli, che si scarica tutta entro la campanella.

Cosa fa al mercato

Ed ecco l’effetto che vedi sul grafico, anche senza aprire una catena di opzioni in vita tua.

La gamma si accumula e si azzera nella stessa seduta. La mattina si costruisce una montagna di gamma attorno a certi strike. Entro sera quella montagna deve sparire, perché quelle opzioni scadono. Il paesaggio che avevi alle 10 non è quello che hai alle 16.

Il pinning. Quando su uno strike si ammassano tante opzioni, la copertura dei market maker tende a “inchiodare” il prezzo lì attorno, come una calamita. Il mercato gira intorno a quel numero e fatica ad allontanarsi. È il giorno da cozza sullo scoglio, ma in versione chirurgica, attaccato a uno strike preciso.

In pratica
Il future passa la mattinata a orbitare attorno a un livello tondo, diciamo un numero grosso e pulito. Sale venti punti, torna. Scende venti, torna. Sembra calamitato. Spesso è proprio uno strike carico di 0DTE che fa da magnete, e i market maker che si coprono lo tengono lì.

I movimenti di fine giornata. Man mano che ci si avvicina alla chiusura e la gamma si scarica, quella calamita può mollare la presa di colpo. Ed ecco gli strappi dell’ultima ora, il mercato fermo tutto il giorno che negli ultimi trenta minuti parte come una fionda.

Come cambia la lettura del GEX

Ti torna il gancio del primo articolo? Eccolo qui.

Quando gran parte dell’open interest scade in giornata, la mappa del GEX diventa instabile intraday. Il gamma flip, il call wall e il put wall che calcoli con l’apertura possono spostarsi entro il pomeriggio, perché una parte di quella gamma è viva solo per oggi e stasera evapora.

Detta semplice: il quadro sul regime resta utilissimo, ma non è più una fotografia buona per tutta la giornata. È un video, che cambia mentre lo guardi. Va aggiornato, non stampato la mattina e appeso al muro.

È anche il motivo per cui avere i livelli aggiornati, invece di ricalcolarli a mano, non è un lusso. Su Thunder Desk trovi la gamma exposure su S&P e Nasdaq aggiornata, gratis, così vedi se e come la mappa si è mossa senza doverti mettere a spulciare la catena delle opzioni ogni due ore.

Cosa significa se fai direzionale sul sottostante

Ok, ma tu magari le opzioni non le tocchi, fai future o CFD sull’indice. Perché dovrebbe fregartene?

Perché il pinning e gli strappi di chiusura te li ritrovi sul grafico che tradi tu.

Tre cose concrete:

  • se il prezzo sta orbitando attorno a un livello e non va da nessuna parte, prima di insistere col breakout chiediti se non sia una calamita da 0DTE. In quel caso il breakout è quasi sempre un falso segnale finché la calamita non molla
  • l’ultima ora e mezza può cambiare faccia alla giornata. Una seduta piatta può accelerare di brutto verso la chiusura quando la gamma si scarica
  • i livelli tondi e “carichi” funzionano da magnete finché reggono, e da trampolino quando cedono

Non è un segnale d’ingresso, ripeto il concetto del primo pezzo: è contesto. Ma è contesto che ti spiega perché certe giornate il tuo breakout muore e certe altre il mercato ti scappa via alle 16 e mezza.

I rischi veri, per chi le opera

Adesso parliamo a chi la tentazione di venderle ce l’ha, perché “tanto scadono oggi, incasso il premio e a casa”. Fermati un secondo.

L’assegnazione, ma con una precisazione tecnica importante. Le opzioni sull’indice S&P 500 (SPX) sono di stile europeo e a regolamento in contanti: non ti ritrovi consegnato niente e non c’è esercizio anticipato. Ma le opzioni su ETF e singole azioni, quelle americane, sì: lì il rischio di assegnazione è reale, e su una 0DTE che chiude appena dentro il prezzo può arrivarti addosso quando meno te lo aspetti. Sapere quale strumento stai vendendo non è un dettaglio.

Spread e slippage. Nelle fasi veloci gli spread si allargano e riempire un ordine al prezzo che volevi diventa un’illusione. Su una scadenza a poche ore, dove tutto corre, questo ti mangia una fetta del vantaggio prima ancora di iniziare.

L’asimmetria, il rischio numero uno. Quando vendi un’opzione incassi un premio piccolo e definito. Ma se il mercato ti va contro in fretta, e con la gamma degli 0DTE va contro in fretta eccome, la perdita può essere molto, molto più grande del premio incassato. Raccogli monetine davanti al rullo compressore. Novantacinque volte le raccogli. La volta numero cento non fai in tempo a spostarti.

Non te lo dico per spaventarti, te lo dico perché è la parte che i venditori di sogni sui social non ti raccontano mai.

Aumentano davvero la fragilità del mercato?

Su questo c’è un dibattito serio, e voglio dartelo onesto, senza tifoseria.

Da una parte c’è chi dice che gli 0DTE sono benzina: tutta questa gamma concentrata che si scarica in giornata può amplificare i movimenti intraday, creare piccoli precipizi quando le coperture partono tutte insieme. Il timore di un effetto valanga schiacciato dentro poche ore.

Dall’altra c’è chi ridimensiona: dicono che compratori e venditori sono più o meno bilanciati, che la gamma netta in mano ai market maker è più piccola di quanto sembri, e che finora, nonostante i volumi enormi, un vero disastro sistemico non si è visto. Roba intraday, che a fine giornata si chiude.

La verità onesta è che non c’è ancora una risposta chiusa. Sono uno strumento giovane per quanto sono diventati grandi in fretta. Quello che possiamo dire con i piedi per terra è che hanno reso l’intraday più nervoso e più tecnico, e che ignorarli oggi è come guidare fingendo che gli altri in strada non ci siano.

Tre punti da portarti a casa

  1. Gli 0DTE concentrano una gamma enorme su pochi strike che nasce e muore in giornata: da qui il pinning verso gli strike carichi e gli strappi di fine seduta.
  2. Rendono la mappa del GEX instabile intraday: resta utile, ma va aggiornata durante la giornata, non fotografata la mattina.
  3. Se le vendi, il rischio numero uno è l’asimmetria tra il premio piccolo che incassi e la perdita che può diventare enorme. Le monetine davanti al rullo.

E qui chiudo il cerchio. Se ti sei perso il primo pezzo, o vuoi rileggerti da dove nasce tutto questo discorso sulla gamma e sui market maker, è qui:

Torna al primo articolo: GEX spiegato semplice

Se invece vuoi mettere ordine nel tuo metodo prima di infilarti in queste dinamiche, parti dall’ebook gratuito Conquista l’Arena, e tieni il Desk aperto quando operi. Gli Event su The Thunder Trader sono su forex, CFD e crypto in ambiente demo, ma la capacità di leggere il regime del sottostante te la porti su qualsiasi mercato. È un vantaggio competitivo, non un dettaglio da nerd.

Passo e chiudo. Se hai un amico che vende opzioni a scadenza zero “perché sono soldi facili”, mandagli questo pezzo. Alla monetina numero cento ti ringrazierà.

Suerte Amigo!

Tiziano Brunno

Tradingblog


Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale. La vendita di opzioni comporta un rischio potenzialmente molto superiore al premio incassato e non è adatta alla maggior parte degli operatori: informati a fondo e valuta con attenzione prima di operare.

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