Operatività

Prima di aprire il grafico mi faccio quattro domande

Tiziano Brunno · 18 Settembre 2026 · 9 min

Ciao trader,

per anni ho aperto la piattaforma alle nove e ho guardato cosa succedeva.

Sembra una cosa da trader operativo, uno che legge il mercato in diretta e non si fa condizionare dalle opinioni. Suona pure bene.

Il problema è che le giornate storte quasi mai nascevano alle nove.

Nascevano dal fatto che alle nove non sapevo in che film ero entrato. Non sapevo che alle 14:30 usciva un dato, non sapevo che ero in una settimana in cui il mercato non aveva nessuna intenzione di andare da nessuna parte, non sapevo che il livello che stavo per shortare era lo stesso dove tre settimane prima si era fermato tutto.

Poi mi sono costruito una routine.

Dieci minuti, quattro domande, prima di toccare un grafico. Non prevedo niente, non decido niente. Restringo solo il campo di quello che è ragionevole aspettarsi.

Oggi te la racconto tutta, con le domande in ordine, perché l’ordine conta.

Ok, vamos.

Due righe di trasparenza prima di partire

Le risposte alle quattro domande io me le prendo da un posto solo, il Thunder Desk, che è la dashboard gratuita di The Thunder Trader. Quindi è roba nostra, ed è giusto che tu lo sappia prima di leggere il resto e non dopo.

È gratis, dentro non c’è niente da comprare, e per entrare servono nome, email e password, con la mail da confermare cliccando il link che ricevi.

Detto questo, le quattro domande valgono comunque, anche se le risposte te le vai a cercare a mano su quattro siti diversi come ho fatto io per anni. Il Desk mi ha tolto il lavoro di raccolta, non il ragionamento. Il ragionamento è quello che ti interessa e infatti è il grosso di questo articolo.

Domanda 1: da che parte sta chi ha le mani nella merce?

Ogni venerdì la CFTC pubblica il Commitments of Traders, cioè come sono posizionati i grossi operatori sui futures.

Le famiglie che contano sono due.

I commercial sono chi la merce la tratta davvero: chi produce petrolio, chi compra grano, chi deve coprirsi da un cambio. Non stanno lì per fare trading, stanno lì per proteggersi, e questo li rende interessanti, perché comprano quando il prezzo è basso per loro convenienza industriale, non per entusiasmo.

Gli speculatori grossi sono i fondi. Loro il trend lo cavalcano, e tendono ad avere ragione a lungo e torto agli estremi.

Il Desk prende questa roba, che nel formato originale è una tabella indigesta, e la sintetizza in un indice da 0 a 100.

Ora la parte che serve davvero, cioè come non usarlo.

Non è un segnale di ingresso. Un posizionamento estremo può restare estremo per mesi, e nel frattempo il prezzo continua tranquillamente nella direzione che secondo te dovrebbe invertirsi. Chi shorta perché “i commercial sono corti record” fa una scommessa sul niente.

E ricordati il ritardo. I dati sono fotografati al martedì e pubblicati il venerdì pomeriggio. Quando li leggi hanno tre giorni. Usarli per il timing è come guidare guardando lo specchietto.

Io li uso per una cosa sola: pesare il mio bias di continuazione. Se sono lungo in un mercato dove i fondi sono ammassati dalla mia stessa parte a un estremo storico, non cambio idea, ma smetto di aggiungere e stringo la gestione.

Domanda 2: cosa può rompere la settimana, e a che ora?

Questa è la domanda più stupida delle quattro ed è quella che mi ha fatto risparmiare più soldi.

Non serve prevedere il numero. Non ci riesce nessuno, e chi ti dice il contrario ti sta vendendo qualcosa.

Serve sapere l’ora.

Il valore del calendario è difensivo: non avere una posizione aperta a mercato trenta secondi prima di un dato che in due minuti fa cinquanta punti in una direzione decisa a caso. Non è analisi, è igiene.

Nel Desk gli eventi arrivano con l’impatto e con la spiegazione di cosa vogliono dire, che è la parte che manca su quasi tutti i calendari in giro: sapere che esce il dato non serve a niente se non sai perché quel dato conta e cosa il mercato si aspetta.

Se vuoi vedere come si legge un dato prima che esca, ne abbiamo fatto un esempio pratico con il rapporto sull’occupazione americana.

La regola che applico, e che ti consiglio di rubarmi: prima di ogni ingresso, guardo se c’è qualcosa nei trenta minuti successivi. Costa tre secondi.

Domanda 3: il mercato è incollato o è libero di correre?

Questa è la domanda che quasi nessuno si fa, ed è quella che spiega perché certe giornate sembrano stregate.

Chi vende opzioni si deve coprire, e si copre comprando e vendendo il sottostante mentre il prezzo si muove. Il verso di quelle coperture non è sempre lo stesso, e cambia tutto.

Quando i dealer sono in gamma positiva, per restare coperti devono comprare quando il mercato scende e vendere quando sale. Il risultato è un mercato che si spegne da solo: le giornate si comprimono, i movimenti rientrano, i massimi durano poco.

Quando sono in gamma negativa, succede l’opposto: devono vendere mentre scende e comprare mentre sale. Il movimento invece di essere assorbito viene amplificato, e sono le giornate in cui tutto va più veloce di quanto ti aspetti.

Il Desk ti dà i tre numeri che servono per capire in quale dei due mondi sei: il Net Gamma, la soglia di Zero Gamma dove si passa da un regime all’altro, e le due pareti, Call Wall e Put Wall, cioè le zone dove si concentra tanta di quella roba da diventare spesso un tetto o un pavimento.

Attenzione a cosa ti sta dicendo, però, perché è il fraintendimento classico.

Non ti dice la direzione. Ti dice il carattere della giornata. È la differenza fra sapere dove andrà la macchina e sapere se la strada è asfaltata o è ghiaccio.

L’abbiamo spiegato per bene nel pezzo sulla gamma exposure, e se ti interessa il perché certe giornate esplodono nell’ultima ora, la seconda parte sta nel pezzo sulle opzioni con scadenza zero giorni.

Tabella delle quattro domande della routine di preparazione, numerate in ordine: il posizionamento COT, il calendario macro, il regime di gamma e le zone di reazione, con accanto a ciascuna cosa dice e cosa non dice, perché nessuna delle quattro è un segnale di ingresso
Le quattro domande in ordine, e per ognuna cosa ti dice e soprattutto cosa non ti dice. Nessuna delle quattro è un segnale di ingresso, tutte e quattro restringono il campo di quello che è ragionevole aspettarsi.

Domanda 4: e se ci arriva, dove guardo?

Ultima, e viene ultima per un motivo.

Un livello da solo non ha mai salvato nessuno. Lo abbiamo detto due settimane fa parlando dell’area valore e del VPOC: il livello non è il segnale, è il posto dove vale la pena guardare.

Il Desk mette le aree statistiche di reazione su DAX, ES, NQ e Dow, quindi arrivi in apertura sapendo dove sono i punti caldi invece di scoprirli mentre il prezzo ci sbatte contro.

Poi però la lettura la fai tu, e la fai con quello che abbiamo costruito quest’estate: quando il prezzo arriva sulla zona, la domanda è sempre la stessa, chi ha fretta e chi sta fermo ad aspettare. Che è tutto il senso delle candele bid/ask e del CVD.

Perché l’ordine conta

Le quattro domande non sono una lista della spesa, sono un imbuto. Ognuna restringe la successiva.

Se il posizionamento dice che sono tutti dalla stessa parte, so che le sorprese arriveranno dall’altra.

Se il calendario dice che alle 14:30 c’è un dato, la zona che scatta alle 14:25 non la tocco, per quanto bella sia.

Se la gamma dice che siamo in un regime compresso, il target che mi ero segnato a sessanta punti di distanza probabilmente oggi non ci arriva, e il mio piano lo devo tarare su quello.

E solo alla fine guardo i livelli, che senza le prime tre risposte sono soltanto righe su uno schermo.

Confronto fra commercial e speculatori grossi nel report COT, con quello che fanno gli uni e gli altri e come si comportano agli estremi, e sotto una linea del tempo che mostra i tre giorni di ritardo fra la fotografia del martedì e la pubblicazione del venerdì
Come si legge il posizionamento COT senza farsi male: le due famiglie che contano, cosa vuol dire un estremo, e i tre giorni di ritardo fra la fotografia e la pubblicazione.

Cosa il Desk non fa, detto chiaro

Non ti dà segnali. Non ti dice compra o vendi. Non ha un’idea su dove andrà il mercato domani, e se ce l’avesse non te la direi comunque.

È un posto dove quattro informazioni che stanno normalmente su quattro siti diversi stanno su una schermata sola, aggiornate ogni giorno, con scritto accanto cosa vogliono dire.

Il resto, cioè la decisione, resta tua. Che è anche quello che c’è scritto nel loro disclaimer, e per una volta non è un disclaimer messo lì per gli avvocati: dati statistici e informativi a scopo educativo, nessuna consulenza e nessun segnale.

Come ci entri

Vai su desk.thethundertrader.com, crei l’account con nome, email e password, e confermi cliccando il link che ti arriva per posta. Se non lo confermi non entri, quindi controlla anche lo spam.

Dentro c’è il selettore della lingua in alto: italiano, inglese e spagnolo.

Cosa fai da domani mattina

Una cosa sola, e non riguarda il Desk.

Prenditi dieci minuti prima dell’apertura e rispondi alle quattro domande per iscritto. Quattro righe, non un tema. Da che parte è il posizionamento, cosa esce e a che ora, che regime è, dove sono i livelli.

Poi la sera rileggi quelle quattro righe accanto a come è andata la giornata.

Fallo per due settimane e ti succederà una cosa fastidiosa: scoprirai che una buona parte delle operazioni che ti hanno fatto male erano già escluse dalle tue stesse quattro righe, scritte quella mattina, da te. Le avevi solo ignorate.

A me è successo esattamente questo, ed è stato più utile di qualunque indicatore nuovo. Se te le segni sul diario invece che su un foglietto, fra un mese hai una statistica invece di un ricordo.

Il grafico ti dice dove sta il prezzo. Non ti dice in che film sei entrato.

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Chiudo con la cosa che mi ha convinto a smettere di improvvisare la mattina.

Non è stata una perdita grossa. Le perdite grosse fanno male ma insegnano poco, perché ti raccontano che sei stato sfortunato.

È stata una serie di perdite piccole, tutte uguali, tutte nello stesso posto: entrato bene, tecnicamente giusto, dieci minuti prima di un dato macro che non avevo guardato.

Non mi mancava un metodo. Mi mancavano dieci minuti.

Suerte Amigo!

Tiziano Brunno

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