GEX spiegato semplice: perché certi giorni l’indice sta fermo e altri crolla

Ciao trader,
lascia che ti racconti due giornate, prendi lo stesso indice, mettici lo stesso identico contesto.
Giorno uno. Il prezzo si sveglia, sale di un pelo, scende di un pelo, e per otto ore resta incollato a un livello come una cozza allo scoglio. Ogni tentativo di scappare su viene rivenduto, ogni buchino viene ricomprato. Una noia mortale.
Giorno due. Stesso indice. Parte giù, e invece di trovare un cuscino trova il vuoto. Ogni rimbalzo dura tre minuti e viene spazzato. Il prezzo non scende, precipita.
La domanda è: cosa è cambiato?
Spesso non è la notizia. È chi è costretto a comprare e vendere dietro le quinte, senza che nessuno glielo chieda, solo per fare il proprio mestiere. Quel “chi” sono i market maker, e la bussola che ci dice da che parte stanno tirando si chiama GEX, Gamma Exposure.
Si calcola sulle opzioni di un sottostante, di solito gli indici USA come lo S&P 500 (lo trovi come SPX), o gli ETF che li replicano, come SPY che segue l’S&P 500 e QQQ che segue il Nasdaq-100. In pratica ti dice quanta gamma hanno in pancia i market maker su quel mercato, e quindi in che regime ti trovi.
Ora te lo spiego senza una formula, promesso.
Partiamo dal market maker
Quando compri o vendi un’opzione, dall’altra parte c’è quasi sempre un market maker. È quello che tiene il banco, sempre pronto a darti il prezzo, comprare o vendere in qualsiasi momento.
Ma attento, lui non vuole scommettere sulla direzione. Non gliene frega niente se il mercato sale o scende. Lui guadagna sullo spread, sul fare il mercato, non sull’indovinare dove va.
Il problema è che nel momento in cui ti vende un’opzione, si ritrova in mano un’esposizione direzionale che non voleva. E allora cosa fa? La neutralizza. Va sul sottostante, il future o l’indice, e compra o vende quel tanto che gli serve per tornare in pari.
Si chiama delta hedging. Copertura. Detta ancora più semplice: ogni volta che il mercato si muove, il market maker deve aggiustare la sua copertura per restare neutro.
Ecco. Tieni a mente questa immagine, perché è tutto qui: un signore obbligato a comprare e vendere il sottostante di continuo, non perché ci crede, ma per non sbilanciarsi.
La gamma, senza paroloni
Il delta è quanto si muove l’opzione quando si muove il sottostante. La gamma è la velocità con cui quel delta cambia man mano che il prezzo corre.
Tradotto in pratica: la gamma è quanto spesso e quanto forte il market maker è costretto a riaggiustare la copertura.
E qui viene il bello, perché quel riaggiustare può fare due cose opposte. Può frenare il mercato o può dargli gas. Dipende da che lato della gamma stanno i market maker nel loro insieme.
Te la metto in linguaggio da box, che è il mio.
La copertura dei market maker è come gli ammortizzatori dell’auto. Quando funzionano bene, prendi una buca e la macchina la assorbe, resti incollato all’asfalto. Quando sono andati, la stessa buca ti fa saltare, rimbalzi, perdi aderenza, e su una discesa ghiacciata ci lasci le penne.
Stesso asfalto, stessa buca. Cambiano gli ammortizzatori.
Il GEX è il modo per sapere, prima di partire, se oggi il mercato ha gli ammortizzatori buoni o bolliti.
Perché si coprono, e come lo fanno davvero
Andiamo per ordine, perché è il cuore di tutto.
Quando nel complesso i market maker hanno gamma positiva, la loro copertura li porta a fare così:
- il prezzo sale, loro vendono un po’ di sottostante
- il prezzo scende, loro comprano un po’ di sottostante
Comprano i buchi, vendono gli strappi. Vanno contro il movimento. Sono gli ammortizzatori che funzionano.
Quando invece hanno gamma negativa, succede l’esatto contrario:
- il prezzo sale, loro devono comprare ancora
- il prezzo scende, loro devono vendere ancora
Inseguono il movimento, ci buttano benzina sopra. Ammortizzatori bolliti.
Stesso mestiere, stessa gente, effetto opposto sul mercato. È tutto qui il trucco.
GEX positivo: il mercato che si auto-stabilizza
Quando il GEX è nettamente positivo, i market maker fanno da freno.
Ogni volta che il prezzo prova a scappare, la loro copertura lo tira indietro. Risultato: volatilità compressa, movimenti piccoli, tanto ritorno verso la media. Il prezzo che sta incollato a un livello.
È il giorno uno del mio esempio. La cozza sullo scoglio.
In pratica
Sei in un regime di gamma positiva. Il future apre, prova a rompere sopra un massimo, fa dieci punti e si spegne. Torna dentro. Prova a rompere sotto, altri dieci punti, e rimbalza. Continua così fino a fine giornata dentro un range stretto.
Se quel giorno vai a caccia di breakout esplosivi, ti fai logorare da mille falsi segnali. Il mercato non ti sta prendendo in giro, ti sta solo dicendo che oggi comanda chi frena.
GEX negativo: il mercato che amplifica
Quando il GEX diventa negativo, si ribalta la scena. I market maker da freno diventano acceleratore.
Il prezzo scende, loro vendono, il prezzo scende ancora di più. Parte l’effetto valanga. Ecco i gap che non si richiudono, i trend che accelerano, quei buchi d’aria dove il mercato sembra scendere le scale senza corrimano.
È il giorno due. Il vuoto sotto i piedi.
In pratica
Stesso indice, ma sotto un certo livello sei in gamma negativa. Arriva una vendita, e invece di trovare compratori trova altra vendita forzata. Un movimento che in giornata normale sarebbe di venti punti diventa di ottanta.
Qui il breakout non è un falso segnale, è la giornata. E se ti metti a comprare il buco “perché è sceso troppo”, stai cercando di prendere un coltello che cade.
Stessa strategia, due giornate, due esiti opposti. Non perché tu sei più bravo o più scarso. Perché il regime è diverso.
I tre livelli che contano
Il GEX non è un numero solo, è una mappa. E su questa mappa ci sono tre punti che vale la pena conoscere.
Zero gamma, o gamma flip. È la linea di confine. Sopra, il mercato tende a stabilizzarsi (ammortizzatori buoni). Sotto, tende ad amplificare (ammortizzatori bolliti). È il livello più importante di tutti, perché ti dice in che mondo ti trovi.
Call wall. È lo strike carico di call sopra il prezzo. In regime di gamma positiva funziona come un soffitto, una resistenza che tende a frenare le salite. Il mercato ci arriva sotto e fatica a bucarlo.
Put wall. È lo strike carico di put sotto il prezzo. Tende a fare da pavimento, da supporto. Ma occhio: se il prezzo lo sfonda, spesso è proprio lì che si scivola nel territorio di gamma negativa, dove sotto c’è aria.
Zero gamma, soffitto, pavimento. Tre livelli, e già ti sei fatto un’idea di dove il prezzo respira e dove rischia di correre.
Come si usa davvero (leggi bene questa parte)
Qui devo essere schietto, perché è dove si sbaglia di più.
Il GEX non è un segnale di ingresso. È il contesto di regime.
Non ti dice “compra qui” o “vendi lì”. Ti dice che tipo di giornata hai davanti, e quindi come devi comportarti. È la differenza tra guidare sull’asciutto e guidare sul bagnato: non cambia dove vuoi andare, cambia come ci vai.
In un regime di gamma positiva:
- aspettati range e ritorni verso la media
- i breakout tendono a fallire, quindi diffida delle rotture
- gli obiettivi sono più corti, il mercato non ti regala il movimentone
In un regime di gamma negativa:
- aspettati che i movimenti abbiano seguito
- il trend e il momentum lavorano, il “è sceso troppo” no
- la volatilità è più alta, quindi la size la tieni più bassa e lo stop più largo, se no ti fai sbattere fuori dal rumore
Vedi cosa cambia? Non l’entrata. Cambiano size, stop e tipo di strategia. Cioè le tre cose che decidono se sopravvivi.
E qui ti dico la cosa scomoda. Questa mappa, il gamma flip, il call wall, il put wall, tanta gente non ce l’ha davanti. Opera al buio, poi si stupisce se il breakout gli fallisce cinque volte di fila.
Calcolarsela a mano dall’open interest è una rottura da far paura. Per questo l’abbiamo messa dentro Thunder Desk: la gamma exposure su S&P e Nasdaq, aggiornata, gratis, senza che tu debba scaricare un foglio Excel di opzioni e pregare. Apri, guardi in che regime sei, e sai già se oggi vai a caccia di range o di trend. Niente rumore, solo dati.
Non è un banner che ti sto vendendo. È la differenza tra sapere se piove prima di uscire, o accorgertene quando sei già zuppo.
I limiti (perché non è una sfera di cristallo)
Adesso la doccia fredda, che è doverosa.
Il GEX è una stima. Si costruisce sull’open interest delle opzioni, cioè su quanti contratti sono aperti a ogni strike. Ma per trasformarlo in “i market maker sono lunghi o corti di gamma” serve un’assunzione su chi ha comprato e chi ha venduto ogni pezzo.
E quell’assunzione può sbagliare. Non sempre chi ha comprato quella call è un cliente e chi l’ha venduta è un market maker. I modelli fanno una media ragionevole, ma è una media, non una radiografia.
In più il quadro cambia dopo l’OPEX, la scadenza mensile delle opzioni. Quando quella montagna di contratti scade, la gamma si azzera e si ricostruisce da capo. Un livello che teneva benissimo il giovedì può evaporare il lunedì dopo la scadenza.
Quindi trattalo per quello che è: una bussola sul regime, non un GPS che ti porta al parcheggio.
Tre punti da portarti a casa
- Il GEX ti dice se i market maker oggi frenano il mercato (gamma positiva, range) o lo amplificano (gamma negativa, trend e strappi). È il regime, non il segnale.
- Tre livelli bastano per orientarti: zero gamma (il confine), call wall (il soffitto), put wall (il pavimento).
- Non cambia dove entri, cambia come: size, stop e tipo di strategia. Ed è una stima, non una verità assoluta, quindi occhio all’OPEX.
E qui ti lascio un gancio per il prossimo pezzo, perché c’è una cosa che negli ultimi anni ha reso questo quadro molto più ballerino.
Fino a poco fa la gamma la calcolavi sulle scadenze settimanali e mensili, roba abbastanza stabile. Poi sono arrivate le opzioni che scadono in giornata, gli 0DTE, e hanno mandato la gamma intraday sulle montagne russe: si accumula e si azzera nella stessa seduta, e la mappa che avevi la mattina a mezzogiorno è già un’altra.
Ne parliamo nel secondo articolo della serie, tutto dedicato a loro:
In arrivo venerdì
Il secondo pezzo della serie: 0DTE, le opzioni che scadono in giornata. Come funzionano, perché hanno mandato la gamma intraday sulle montagne russe e cosa guardare in seduta.
Un’ultima cosa, così ci capiamo. Gli Event su The Thunder Trader girano su forex, CFD e crypto, in ambiente demo, senza rischio di capitale reale. Il GEX invece nasce sulle opzioni dell’indice, sul future. Sembrano due mondi lontani, e invece saper leggere il regime del sottostante è un vantaggio competitivo che ti porti addosso ovunque, perché quando il future entra in gamma negativa non è che il resto del rischio se ne sta buono. Si muove tutto insieme.
Se vuoi partire dalle basi con ordine, nell’ebook gratuito Conquista l’Arena trovi il metodo passo passo. Poi il Desk davanti, e non entri più al buio.
Chiudo qui. Se conosci qualcuno che si lamenta che “il mercato certi giorni è impazzito”, mandagli questo articolo. Magari non è impazzito, magari ha solo cambiato gli ammortizzatori.
Suerte Amigo!
Tiziano Brunno
Tradingblog
Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale.

Tiziano Brunno, trader dal 2014. Ho iniziato come junior in una prop firm e ne sono uscito da CEO: il settore lo conosco da dentro, trucchi compresi. Qui scrivo di mercati, macro e crypto senza cravatta e senza fuffa – solo roba verificata. Oggi costruisco The Thunder Trader, dove contano solo le performance.


