Macro

Midterm, il Congresso passa ai Democratici: il mercato ha venduto di notte, poi ci ha ripensato

Tiziano Brunno · 4 Novembre 2026 · 7 min

Ciao trader,

se stanotte hai preso il telefono per vedere i risultati, hai fatto una cosa che non si dovrebbe fare.

E se, già che c’eri, hai aperto il grafico del Nasdaq future, hai visto un bel meno due per cento.

Stamattina lo stesso future perdeva solo qualche decimo.

Quello che è successo in mezzo, fra la notte e il caffè, è la cosa più utile che ti posso raccontare oggi.

Cosa è successo, in breve

Le elezioni di metà mandato di ieri sono andate ai Democratici, e non di poco.

Per CBS e CNN la Camera è andata ai Democratici poco dopo le 22 di New York, cioè intorno alle 3 di notte qui alle Canarie e alle 4 in Italia.

Il Senato poco più di un’ora dopo (l’AP ha fatto le chiamate nell’ordine inverso, il Senato prima e la Camera all’alba).

I seggi strappati ai Repubblicani sono sette: Texas, Ohio, Kansas, Iowa, le due Carolina, e il Maine, dove ha perso Susan Collins.

In Texas e in Kansas un senatore democratico non si vedeva da decenni.

Alcune corse erano ancora aperte stamattina, Alaska, Mississippi e Nebraska su tutte (in Nebraska lo sfidante, Dan Osborn, è un indipendente), ma il controllo non è più in discussione.

Tradotto: dal 3 gennaio, quando si insedia il nuovo Congresso, e per i due anni che restano, Trump governa con un Congresso contro.

Gli americani lo chiamano gridlock, ingorgo.

Leggi che passano solo se le vogliono tutti e due, e un presidente che conserva il veto.

La notte del mercato

Ecco come ha reagito il mercato nella notte, secondo Reuters, FXStreet e CNBC.

Cosa Nella notte Alle 7 di stamattina, ora delle Canarie
Nasdaq 100 future oltre -2% nel momento peggiore circa -0,3%
S&P 500 future in calo di oltre un punto circa -0,2%
Decennale USA giù di 6 punti base, area 4,90% risalito in area 4,93%
Dollar index circa -0,4/-0,5%, area 101,3
EUR/USD area 1,123
Oro sopra i 4.000 dollari area 4.030

Il primo riflesso è stato da manuale.

Vendi la tecnologia, perché un Congresso democratico vuol dire più regole su AI e big tech, e in Texas, dove i Democratici hanno vinto anche il governatore, c’è chi teme frenate sui data center.

Vendi il dollaro e compra i Treasury, perché meno spazio per nuova spesa pubblica vuol dire meno deficit da finanziare.

Compra oro, perché nel dubbio si compra oro.

E poi, con le ore, il mercato ha fatto quello che fa quasi sempre: ci ha ripensato.

Perché ci ha ripensato

Per un motivo molto semplice.

Era già nel prezzo.

Sui mercati di previsione la “sweep” democratica, cioè Camera e Senato insieme, a febbraio era quotata al 39%, secondo il tracker di Covers.

Ieri mattina, alla vigilia del voto, Kalshi e Polymarket la davano intorno al 75%.

Quindi lo scenario è salito di quota per otto mesi, un pezzo alla volta, e chi opera lo aveva sotto gli occhi.

Stanotte non è arrivata una sorpresa, è arrivata una conferma con il volume alzato.

La parte meno scontata era l’ampiezza: il Kansas, e in Texas anche il governatore, con Greg Abbott battuto.

Aggiungici che la storia dell’AI sui mercati scricchiolava già da qualche settimana, e il -2% della notte si spiega meglio: una notizia attesa che cade su un tema già fragile.

Poi qualcuno si è ricordato di due cose.

La prima: un Congresso diverso non cambia gli utili di Nvidia del trimestre prossimo.

La seconda la dice bene Tai Hui di J.P. Morgan Asset Management, citato da Reuters: Trump ha ancora il potere di veto.

Il Congresso può bloccare lui, lui può bloccare il Congresso.

Ingorgo, appunto.

E agli ingorghi i mercati di solito non vanno male: secondo dati Bloomberg ripresi da Saxo, il governo diviso è storicamente lo scenario migliore per l’S&P 500 nei tre mesi dopo il voto.

Michael Arone di State Street l’ha messa così, e me la segno: il rischio grosso per i mercati non è l’onda blu, è che gli investitori reagiscano troppo all’onda blu.

La lezione della notte

Te la dico come la vedo io.

La prima reazione a una notizia attesa non è la reazione vera.

Di notte, anche in una notte elettorale con più volume del solito, il book è più sottile che di giorno.

Gli spread si allargano, e basta meno per fare un movimento che sembra enorme.

Se stanotte fossi entrato short sul Nasdaq nel momento peggiore perché “hanno vinto i Democratici, la tech crolla”, stamattina saresti stato lì a guardare il future risalire, con lo stop che si avvicina e il conto che si assottiglia.

È come la partenza di un Gran Premio.

Alla prima curva succede di tutto, qualcuno tira dritto, qualcuno guadagna tre posizioni.

Ma la gara non si decide alla prima curva.

Si decide quando le gomme si sono scaldate e si vede chi ha il passo.

Cosa guardo oggi

Oggi le gomme si scaldano, perché il voto non è l’unica cosa in calendario.

Il mercato deve digerire il risultato elettorale e, nello stesso pomeriggio, due dati.

Quando (ora delle Canarie / Italia) Cosa
13:15 / 14:15 ADP di ottobre, l’occupazione privata. Atteso intorno a 67.000
15:00 / 16:00 ISM servizi di ottobre. Atteso intorno a 54,8, dopo il 54,9 di settembre
Venerdì 13:30 / 14:30 Il report ufficiale sull’occupazione, il NFP. Atteso intorno a 65.000, dopo i 29.000 di settembre

E sopra tutto c’è la Fed.

Il 28 ottobre ha tenuto i tassi fermi al 3,75-4,00%, ma con due voti contrari, tutti e due per alzare: Lisa Cook e Beth Hammack.

Una Fed spaccata verso il rialzo, un mercato del lavoro che crea pochi posti, e da gennaio un Congresso che la spesa pubblica non la allarga facilmente.

Sono tre forze che tirano i rendimenti in direzioni diverse.

Ecco perché oggi io non guardo il voto.

Guardo se il recupero di stanotte regge all’apertura di New York, e come reagisce il decennale all’ADP.

Se il Nasdaq torna a scendere con volume vero dopo l’apertura del cash, alle 15:30 italiane, allora la notte aveva ragione.

Se regge, la notte era solo una notte.

Come ci sto dentro io

Le regole sono le stesse di ogni giornata con un evento grosso.

Niente posizioni costruite sul titolo.

“Hanno vinto i Democratici” non è un setup.

È uno scenario che il mercato guardava salire da otto mesi.

La mappa si fa prima.

Livelli della notte, minimo del Nasdaq future, i muri delle opzioni su S&P e Nasdaq.

In giornate così una parte del movimento la fanno i market maker che si coprono, e la gamma exposure ti dice dove sono i punti in cui il prezzo tende a fermarsi o ad accelerare.

Io la guardo sul Thunder Desk, gratis, insieme al calendario macro di oggi.

La apro la mattina, non quando ho già la posizione aperta e mi serve una scusa.

La size si taglia prima.

Con due dati e un voto da digerire nello stesso pomeriggio, lo spread può allargarsi e lo stop può slittare.

Quanto mi costa davvero lo scenario peggiore lo calcolo adesso, non un minuto prima dell’ADP.

E si segna tutto sul diario.

Cosa mi aspettavo, cosa ha fatto il prezzo nella notte, cosa ha fatto all’apertura.

Fra due anni ci sono le presidenziali, e quel giorno avrai già un caso tuo da rileggere.

Il diario serve esattamente a questo.

Tre punti da portarti a casa

  1. Il Congresso è passato ai Democratici, Camera e Senato. Per due anni Trump governa con un Congresso contro e il veto in mano. Ingorgo, e ai mercati storicamente l’ingorgo non dispiace.
  2. La reazione della notte era esagerata, perché la notizia era già nel prezzo. Alla vigilia la sweep era quotata intorno al 75%. Il Nasdaq future ha toccato -2% e poi ha recuperato quasi tutto.
  3. Oggi decidono i dati, non il voto. ADP alle 14:15 italiane, ISM servizi alle 16, e venerdì il NFP. Il test vero è se il recupero di stanotte regge all’apertura di New York.

Uno scenario che il mercato guarda salire da mesi non è una sorpresa. È una conferma con il volume alzato.

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Chiudo con una regola che mi ripeto ogni volta.

Le notti elettorali sono fatte per dormire.

Il trading si fa di giorno, con la mappa in mano.

Suerte Amigo!

Tiziano Brunno

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