Gli orari che contano sui futures (e la settimana in cui New York apre un’ora prima)

Ciao trader,
anni fa, una mattina di fine ottobre, ho messo la sveglia per l’apertura americana come sempre, mi sono fatto il caffè con calma, mi sono seduto davanti alla piattaforma alle 15:25 bello concentrato.
E il mercato si era già mosso da un’ora.
Non era successo niente di strano. Era cambiata l’ora in Europa, in America non ancora, e io non me n’ero accorto.
Quella settimana c’è anche quest’anno. È questa.
Ok, vamos.
Una premessa sugli orologi
Io vivo alle Canarie, che hanno l’ora di Londra: per me il cash americano apre un’ora prima che per te.
Ma chi legge questo blog sta quasi tutto in Italia, quindi in questo pezzo ogni orario è in ora italiana. Se sei a Londra, a Lisbona o alle Canarie, togli un’ora a tutto.
E un’altra premessa: i volumi che trovi qui sotto li ho misurati io sui dati al minuto del future, quelli che uso per tutti i miei test. ES da gennaio al 18 settembre 2026, DAX nello stesso periodo, 170 giornate di ES e 167 di DAX, escluse le settimane in cui Europa e America avevano gli orologi sfasati. Per ogni giornata ho calcolato che fetta del volume passa in ogni fascia, e poi ho preso la mediana. Non è un dato ufficiale della borsa: è una misura nostra su dati veri.
La giornata tipo, fascia per fascia

La notte, da mezzanotte alle 8. Il future ES riapre a mezzanotte, dopo un’ora di pausa. Gira tutta la notte, mentre lavorano l’Asia e poi l’Europa che si sveglia. Ma è un mercato sottile: in queste otto ore passa il 5% del volume della giornata.
Tradotto: un’ora di notte vale, in volume, una frazione minuscola di un’ora del pomeriggio. Quando vedi un “breakout notturno” spettacolare, prima di emozionarti chiediti quanti contratti ci sono passati sopra.
La mattina europea, dalle 9 alle 14:30. Qui comanda il DAX. Alle 9 apre il mercato azionario tedesco, e la mezz’ora dalle 9 alle 9:30 è la più trafficata della giornata del DAX: da sola fa circa il 9-10% del volume. In tutta la finestra fino alle 14:30 passa quasi metà del volume del future DAX, il 47%.
L’ES nelle stesse ore? Il 7%. È sveglio, ma sta aspettando.
Le 14:30, i dati americani. Alle 8:30 di New York, cioè alle 14:30 da noi, escono molti dei dati macro più pesanti: occupazione, inflazione, vendite al dettaglio. Prima che apra la borsa.
In una giornata tipo, l’ora fra le 14:30 e le 15:30 è quasi tranquilla: il 3% del volume dell’ES. Nei giorni del dato cambia faccia, e lo sai benissimo se ci sei mai stato dentro. Come si prepara un dato prima che esca l’abbiamo visto col rapporto sull’occupazione e con l’inflazione di agosto.
E qui un’abitudine che mi ha salvato più soldi di qualunque setup: prima di entrare, guarda cosa esce nella prossima mezz’ora. Il calendario macro con l’orario e l’impatto di ogni dato lo trovi gratis nel Thunder Desk, basta registrarsi. Occhio solo a una cosa: lì gli orari sono di Londra, quindi aggiungi un’ora. Tre secondi, e non ti fai trovare con una posizione aperta a mercato mentre esce un dato che in due minuti decide lui per te.
Le 15:30, l’apertura del cash. Alle 9:30 di New York apre Wall Street. È l’ora regina.
Fra le 15:30 e le 16:30 passa il 20% del volume giornaliero dell’ES. Un quinto della giornata in un’ora. Rispetto a un’ora media della notte, sono più di trenta volte tanto.
E se ti sembra che il DAX nel pomeriggio si risvegli, non è un’impressione: fra le 15:30 e le 16:30 ci passa più del 10% del suo volume. L’America apre, e l’Europa la segue.
La metà giornata, dalle 16:30 alle 21. Il volume resta alto, ma si diluisce: in quattro ore e mezza passa il 43% del volume dell’ES. Per ora, è meno della metà della prima ora. Sono le ore dove, almeno per come la vivo io, la pazienza costa di più.
L’ultima ora, dalle 21 alle 22. Il cash chiude alle 16 di New York, le 22 da noi, e l’ultima ora si risveglia: il 15% del volume. La mezz’ora dalle 21:30 alle 22 da sola pesa quasi quanto la prima mezz’ora dopo l’apertura, l’11%.
Dopo le 22 il future ES va avanti ancora un’ora, ma è un altro mercato: il 3% del volume. Alle 23 si ferma, e a mezzanotte si ricomincia. Il venerdì no: alle 23 chiude per il fine settimana e riapre la domenica sera.
La settimana sfasata
Adesso il gancio.
In Europa l’ora solare torna domenica 25 ottobre 2026: lo stabilisce una direttiva europea, l’ultima domenica di ottobre. Negli Stati Uniti torna domenica 1° novembre 2026, la prima domenica di novembre.
Quindi dal 26 al 30 ottobre fra l’Italia e New York ci sono cinque ore invece di sei. E tutti gli orari americani arrivano un’ora prima sul tuo orologio:
i dati delle 8:30 escono alle 13:30;
il cash apre alle 14:30;
chiude alle 21;
e la pausa del future ES va dalle 22 alle 23.
E quest’anno c’è un dettaglio in più. Mercoledì 28 ottobre c’è la Fed. La decisione esce alle 14 di New York, che quella settimana sono le 19 da noi, non le solite 20.
L’Europa invece non si sposta. Il DAX apre sempre alle 9.
Non è teoria. Ho guardato le cinque giornate della stessa settimana dell’anno scorso, dal 27 al 31 ottobre 2025. Le due mezz’ore più trafficate dell’ES sono diventate quella dalle 14:30 alle 15 e quella dalle 20:30 alle 21. Il mercato non ha cambiato abitudini: le ha tenute, sull’orologio di New York.
E a marzo succede la stessa cosa al contrario, ma più lunga: nel 2026 l’America è passata all’ora legale l’8 marzo, l’Europa il 29. Tre settimane di sfasamento.
Morale: le tue routine non vanno appese all’orologio di casa. Vanno appese all’orario del mercato.
Il rollover, ovvero quando il contratto cambia sotto i piedi
L’ES ha quattro scadenze l’anno: marzo, giugno, settembre e dicembre. Il contratto scade il terzo venerdì del mese.
Ma il volume non aspetta la scadenza. Si sposta prima. La CME indica come data di riferimento per il passaggio il lunedì prima del terzo venerdì.

Guarda il dicembre scorso. Venerdì 12 dicembre 2025 il contratto di dicembre faceva ancora la gran parte del volume. Lunedì 15, la data di riferimento della CME, quello di marzo l’ha superato, e da lì non si è più voltato indietro.
E qui c’è la trappola del grafico continuo, quello che incolla un contratto dopo l’altro per farti vedere una serie unica.
I due contratti non valgono uguale. Il 12 dicembre 2025, alla chiusura del cash, quello di marzo valeva 59,75 punti più di quello di dicembre. Se il tuo continuo non è aggiustato, il giorno del cambio ti disegna un salto di sessanta punti che il mercato non ha mai fatto. E se è aggiustato, i prezzi vecchi del grafico non sono quelli a cui si è scambiato davvero.
Nessuno dei due è sbagliato. Basta sapere quale stai guardando, soprattutto se ci disegni sopra livelli e massimi.
Il prossimo: il contratto di dicembre 2026 scade venerdì 18 dicembre, e la data di riferimento CME per il passaggio è lunedì 14 dicembre.
Lavorare nelle finestre, non tutto il giorno
Te lo dico da uno che per anni è stato davanti allo schermo dalle 9 alle 22.
Non serve. Anzi, fa male.
Le ore che contano sono poche, e sono quasi sempre quelle. Il resto del tempo il mercato non ti sta chiedendo niente, e tu stai solo accumulando stanchezza per il momento in cui ti servirà la testa lucida.
Io mi sono fatto i blocchi: lavoro concentrato nella finestra che mi interessa, pausa vera quando il mercato è sottile. Per non barare con me stesso uso un timer, e quello che usiamo noi è gratis: Thunder Focus. Lo imposti sulle finestre della tua sessione, e quando suona ti alzi. Anche se il grafico ti sta chiamando. Soprattutto se il grafico ti sta chiamando.
Cosa fai da domani mattina
Segnati le finestre del tuo mercato in ora italiana, e riguardale ogni volta che cambia l’ora, da una parte o dall’altra dell’oceano.
La settimana dal 26 al 30 ottobre, sposta tutto un’ora prima. Dati alle 13:30, apertura alle 14:30.
Prima di ogni ingresso, guarda il calendario. La prossima mezz’ora, non la settimana.
A dicembre, controlla su quale contratto stai. Dal 14 dicembre il riferimento della CME è il marzo 2027.
Il mercato non guarda il tuo orologio. Guarda quello di New York, e due volte l’anno i due non vanno d’accordo.
Torno a quel caffè di fine ottobre.
Non ho perso soldi, quella volta. Ho perso l’apertura, che è peggio, perché me la sono vista scorrere dopo, sul grafico, con tutto il movimento che avrei voluto fare.
Da allora, l’ultima domenica di ottobre, la prima cosa che faccio non è spostare la sveglia.
È segnarmi che per una settimana New York è più vicina.
Suerte Amigo!
Tiziano Brunno
Tradingblog
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Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale.

Tiziano Brunno, trader dal 2014. Ho iniziato come junior in una prop firm e ne sono uscito da CEO: il settore lo conosco da dentro, trucchi compresi. Qui scrivo di mercati, macro e crypto senza cravatta e senza fuffa – solo roba verificata. Oggi costruisco The Thunder Trader, dove contano solo le performance.


