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Fascio di scie luminose ambra lanciate ad altissima velocità contro un monolito di pietra scura che non si sposta di un millimetro, con le scie che esplodono in scintille contro la sua faccia mentre alcune passano oltre nel buio senza incontrare niente

Il CVD non ti dice chi compra. Ti dice chi ha fretta.

Ciao trader,

quando ho chiuso la serie sull’order flow ti ho lasciato in sospeso una cosa.

Avevo detto che il CVD, se ne avessimo parlato, si meritava un pezzo tutto suo.

Eccolo. Ed è quello dove rischio di farti più arrabbiare, perché tocca l’indicatore che tutti mettono sotto al grafico e quasi nessuno legge per quello che è.

Ti dico subito come l’ho usato male io, così ci togliamo il pensiero.

Me lo ero messo sotto al prezzo e ci disegnavo le divergenze come le disegnavo sull’RSI dieci anni prima. Ne trovavo a decine. Ne trovi a decine anche tu, se lo fai.

Dopo qualche mese la conclusione a cui ero arrivato era che l’order flow non funziona.

La conclusione giusta era un’altra: stavo usando uno strumento di misura come se fosse un oscillatore.

Ok, vamos.

Il conto, in tre righe

Nella prima puntata abbiamo aperto la candela e visto che ogni eseguito ha un lato: c’è chi aspettava col suo ordine fermo, e c’è chi è andato a prenderselo pagando lo spread.

Il delta è la differenza fra questi due, barra per barra: aggressione in acquisto meno aggressione in vendita.

Il CVD, cioè il delta cumulato, è la stessa cosa sommata nel tempo. Una linea che sale quando è la fretta di comprare a comandare, e scende quando comanda quella di vendere.

Tutto qui. Non c’è altro dentro.

E adesso la frase che cambia tutto

Il CVD non misura quanti comprano e quanti vendono.

Non può, ed è aritmetica, non opinione: in ogni scambio le quantità comprate e vendute sono identiche per definizione. Se qualcuno ha comprato dieci contratti, qualcun altro glieli ha venduti. Sempre. Non esiste una candela in cui “hanno comprato più di quanto abbiano venduto”.

Quello che non è identico è chi dei due aveva fretta.

Quindi:

Il CVD misura chi ha fretta, e da che parte sta.

Rileggila, perché da questa riga discende tutto il resto del pezzo, compresi gli errori.

Il modo giusto di leggerlo: è lo sforzo, non il risultato

Se il CVD è la fretta, allora è lo sforzo. E il prezzo, che è il risultato, sta dall’altra parte della bilancia.

Presi da soli non dicono quasi niente.

Contano quando non tornano.

Tabella che incrocia il CVD e il prezzo: quando salgono o scendono insieme non c'è niente da leggere, mentre le due righe evidenziate sono quelle in cui il CVD corre forte e il prezzo resta fermo o va dalla parte opposta, cioè qualcuno sta assorbendo
La matrice fra CVD e prezzo. Quando salgono insieme o scendono insieme non c’è niente da leggere. Quando il CVD corre forte e il prezzo non si muove, o va dall’altra parte, qualcuno sta assorbendo dall’altro lato.

Guarda le due righe accese della figura, perché sono le uniche due che valgono.

Tanta gente che ha fretta di comprare, e il prezzo che non sale.

A quel punto la domanda giusta non è “chi sta comprando”. La domanda è: chi c’è dall’altra parte che se li sta prendendo tutti?

Le tre ragioni per cui nasce una divergenza

E qui arriviamo alla parte per cui vale la pena di aver letto fin qui.

Prezzo che fa un nuovo massimo, CVD che non lo fa. La famosa divergenza. Su internet te la vendono come il segnale che ti fa prendere il massimo del giorno.

Il problema è che quella stessa immagine nasce da tre situazioni diverse, e solo le prime due sono interessanti.

Uno, l’assorbimento vero. C’è un ordine grosso fermo lì che si prende tutta l’aggressione e si ricarica man mano che gliela mangiano. È quello che ci interessa, ed è quello di cui abbiamo parlato nella seconda puntata. Si verifica sul book, non sul CVD.

Due, l’iceberg. Un ordine enorme mostrato a pezzettini. Sul book sembra piccolo, in realtà è un muro. Stessa dinamica del primo, con la differenza che non lo vedi: lo deduci dal fatto che il livello regge senza mostrare size.

Tre, e questo è quello che non ti dice nessuno: semplicemente non c’è aggressione dall’altra parte.

Il prezzo sale, il CVD non sale, e non perché qualcuno stia assorbendo.

Sale perché non c’è nessuno che venda.

I venditori si sono tolti di mezzo, la strada è sgombra, e il prezzo scivola in su senza che nessuno debba pagare per portarcelo.

I tre motivi per cui nasce una divergenza fra prezzo e CVD, affiancati: assorbimento vero che si verifica sul book, iceberg che si deduce perché il livello regge senza mostrare size, e semplice mancanza di aggressione dall'altra parte, dove sul book non c'è nessuno e non c'è niente da vedere
I tre motivi per cui nasce una divergenza, affiancati: assorbimento vero, iceberg, e semplice mancanza di aggressione. I primi due si verificano sul book, il terzo non è un segnale di niente.

Questa terza è la maggioranza dei casi, ed è il motivo per cui una divergenza da sola non basta mai.

Perché le prime due dicono “c’è un muro”. La terza dice “non c’è niente”.

E sul grafico, sotto al prezzo, hanno esattamente la stessa faccia.

Un caso mio, e l’errore che ci ho fatto sopra

ES, 6 agosto, due schermate a dieci minuti di distanza.

Te lo racconto perché su questa roba ho sbagliato per primo io, e l’errore è esattamente quello che questo pezzo dovrebbe insegnarti a non fare.

Alle 12:10 il prezzo stava a 7.756,25, col book che mostrava un tetto di vendite fresco appena sopra, e più su ancora i venditori che si stavano togliendo.

Schermata reale del book su ES il 6 agosto alle 12:10, col prezzo a 7.756,25: nella colonna A.PS il tetto di vendite fresco appena sopra il prezzo, più in alto i venditori che ritirano la size, e sotto il prezzo il pavimento che si costruisce nella colonna B.PS
ES, 6 agosto, ore 12:10. Il book vero: in alto i venditori che si tolgono di mezzo, appena sopra il prezzo il tetto di vendite fresco, e sotto il pavimento che si sta costruendo.

Alle 12:20 il prezzo stava a 7.760,25. Il tetto non aveva tenuto.

Dieci punti di salita. E sotto, il delta cumulato segnava -239.

La mia prima lettura è stata questa: il CVD è negativo, quindi nessuno sta comprando in aggressione, quindi quella salita non è spinta, è vuoto.

Suona bene. Ed è sbagliata.

Schermata reale su ES alle 12:20: il prezzo è salito di dieci punti fino a 7.760,25 mentre nel pannello in basso la linea del delta cumulato resta negativa a -239
La stessa schermata dieci minuti dopo. Il delta cumulato segna -239, ma la sua pendenza sale: veniva da sotto -400.

Guarda la figura, e guarda la pendenza invece del numero.

Fra le 12:04 e le 12:07 il CVD era sprofondato sotto quota -400. Da lì in poi risale senza fermarsi, e nella finestra della salita passa da circa -380 a -239.

Vuol dire che in quei dieci minuti il delta è stato positivo di un centinaio e passa di contratti. Qualcuno stava comprando pagando lo spread, eccome.

Quel -239 non raccontava la salita. Raccontava lo scarico di venti minuti prima, che era ancora lì dentro perché il CVD è cumulativo e si porta appresso tutto dall’ultimo azzeramento.

Il livello ti dice da dove vieni. La pendenza ti dice cosa sta succedendo adesso.

E se torni alla tabella di prima, questo caso non è nemmeno una divergenza: CVD che sale, prezzo che sale, prima riga, normale, niente da leggere. Sforzo e risultato tornavano.

Ci ho messo mesi a smettere di guardare il numero e a cominciare a guardare l’inclinazione. Se questo pezzo ti risparmia quei mesi, ha fatto il suo lavoro.

Due precisazioni su questo esempio, perché mi girerebbero se non me le dicessero.

Sono due fotografie, non una registrazione. Dicono che il passaggio è avvenuto, non se quel tetto è stato mangiato o ritirato.

Ed erano le 12:20 in Europa, cioè pre-mercato americano sull’ES: book sottile, pochi partecipanti. Togliere size quando c’è poca gente costa poco, e la stessa lettura alle 15:30 pesa molto di più. Non prendere il metro di mezzogiorno e usarlo all’apertura di Wall Street.

E il caso pulito del terzo motivo, quello in cui davvero non c’è nessuno dall’altra parte, in una schermata sola non ce l’ho ancora. Quando lo catturo lo pubblico. Meglio un buco dichiarato che un esempio che dimostra un’altra cosa.

Le tre trappole, e vanno dette tutte

Uno. Il CVD dipende da come è calcolato. Ogni piattaforma decide a modo suo come classificare gli eseguiti, e i risultati non sono identici. Non esiste un CVD “vero” e non esiste il settaggio migliore. Quello che conta è sapere come lo calcola il tuo strumento, e usarne uno solo. Confrontare il CVD di due piattaforme diverse è come confrontare due orologi regolati da due persone diverse.

Due. È cumulativo, quindi dipende da dove comincia. Un CVD che parte dalla mezzanotte e uno che parte dall’apertura del cash raccontano due storie diverse sullo stesso identico pomeriggio. Il livello assoluto non vuol dire niente: conta solo la forma dentro la finestra che hai scelto. Scegline una e tienila.

Tre. Nei giorni di rollover il CVD è spazzatura. Il volume si divide fra due scadenze e la serie non ha più senso. Vale per il volume, vale per l’open interest, vale qui. Segnati le date del rollover trimestrale sul calendario e in quei giorni non fare il dottore.

E una nota che riguarda molti di voi: il CVD si legge sul future, dove il volume è vero e centralizzato. È la struttura con cui lavoro e l’ho sempre dichiarata: analisi sul future, esecuzione dove operi. Un CVD calcolato su uno strumento senza volume centralizzato non sta misurando quello che crede di misurare.

“Salita venduta”

Due parole su questa espressione, che sentirai ovunque.

Nella testa di chi la dice significa: il prezzo sale ma il CVD scende.

Il fatto in sé può benissimo essere vero. È la conclusione che ci tirano fuori, cioè “quindi adesso scende”, a non reggere.

Primo, perché può essere il terzo caso: non c’è vendita aggressiva, quindi il CVD non sale, ma il prezzo sale lo stesso perché non c’è offerta.

Secondo, e più importante: non è un ingresso, perché non ti dice dove entrare. Un ingresso è un prezzo. Una divergenza non è un prezzo, è una forma.

La riga da portarsi a casa

Una divergenza non è un segnale. È una domanda.

La domanda è “chi sta assorbendo?”, e la risposta non sta sul CVD. Sta sul book.

Io il book lo guardo nel DeepDOM.

Due righe di trasparenza, che mi sembrano dovute: quello sopra è un link di affiliazione. Se lo utilizzi e sottoscrivi io prendo una commissione, tu non paghi un centesimo in più.

Se guardi il book e non c’è nessuno, la risposta è “nessuno”, e allora non c’era niente da vedere.

Usato bene, il CVD è una conferma che si somma a un livello che avevi già segnato stamattina. Non è mai il motivo per cui quel livello esiste.

Ed è anche il motivo per cui, nel mio ordine di accensione degli strumenti, il CVD è l’ultimo. Non il primo.

Cosa fai da domani mattina

Compito piccolo e per una settimana non ci operi, come sempre.

Segnati dieci divergenze. Non serve che siano belle, prendi le prime dieci che vedi.

Per ognuna, nello stesso momento, guarda il book e scrivi una parola sola: c’era size vera su quel livello, sì o no.

Poi aspetta e annota com’è finita.

Alla fine separa i due gruppi e contali.

Quello che quasi sempre viene fuori è che le divergenze con size sul book e quelle senza si comportano in modo diverso, e che quelle senza sono la maggioranza.

Dopo quel compito non guarderai mai più il CVD da solo, che è esattamente il punto. Se un posto dove tenere le annotazioni non ce l’hai, il TradingBlog Diary è gratuito e serve a questo.

Il CVD misura chi ha fretta. Il book mostra chi sta fermo. Guardarne uno solo è come ascoltare metà di una litigata.

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Chiudo con la cosa che mi ha fatto risparmiare più soldi di tutte, in questa storia.

Non è aver imparato a leggere il CVD.

È aver smesso di chiedergli quello che non può sapere.

Lui ti dice chi stava correndo. Chi stava fermo dall’altra parte, e se era grosso, quello te lo deve dire un altro strumento.

Quando due strumenti diversi ti dicono la stessa cosa, quella cosa smette di essere la tua opinione.

Suerte Amigo!

Tiziano Brunno

Tradingblog

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Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale.

Candela di vetro spaccata a metà che rivela dentro di sé una scala di celle luminose, azzurre da un lato e ambra dall'altro, concetto di candela bid/ask

Candele bid/ask: quello che la candela normale non ti dice

Ciao trader,

quando ho iniziato correvo dietro ai pattern.

Analisi tecnica di base, quella dei manuali: engulfing, pin bar, martello, doji. Passavo le sere a cercarli sui grafici e a segnarli col pennarello, convinto che il mestiere fosse tutto lì. Trovi la figura, entri, e il gioco è fatto.

Poi la figura arriva, tu entri, e il prezzo va dall’altra parte.

Ci ho messo anni a capire perché. E non ci sono arrivato da solo: ho avuto la fortuna di incontrare dei maestri, e visto che li cito raramente li nomino qui una volta per tutte, perché mi sembra corretto. Enrico Stucchi e Gianluca Salvatori. Mi hanno passato concetti di mercato che sui libri non avevo mai trovato, e nemmeno nei corsi che giravano allora.

Il più grosso di tutti è anche il più semplice da dire, e ci ho messo un po’ a digerirlo.

Un pattern non è una causa. È un disegno che rimane sul grafico DOPO che sono successe delle cose. E quelle cose, dentro la candela, tu non le stai guardando.

Prendi la candelona verde che ti fa venire voglia di applaudire, corpo lungo e ombre corte. Bellissima. Ma dentro, negli ultimi prezzi in alto, chi stava comprando davvero? Quanti se ne stavano andando proprio mentre tu entravi?

Il grafico normale quella roba non te la fa vedere. Oggi ti faccio vedere una candela aperta a metà.

Quattro numeri, e stop

Una candela classica ti dà quattro numeri: apertura, massimo, minimo, chiusura. Se sei fortunato, il volume totale della barra. Fine.

È il risultato finale della partita senza il tabellino. 3 a 1. Ok, e allora?

Non sai chi ha segnato, non sai al minuto, e soprattutto non sai chi ha giocato meglio.

Prova a fare a una candela le domande vere.

A quale prezzo, dentro quella barra, si è scambiato di più? Non lo sa. Una barra da 20 punti può avere metà del volume schiacciato nei tre punti più bassi, oppure spalmato uniforme: due mercati diversissimi, disegnati identici.

Chi ha aggredito, e a quali prezzi? Non lo sa.

La spinta si era già spenta prima della chiusura? Non lo sa nemmeno lei.

Confronto affiancato: a sinistra una candela classica con le sole etichette di apertura, massimo, minimo e chiusura, a destra la stessa barra scomposta in nove livelli di prezzo con il volume aggredito al bid e all'ask
Stessa candela, due informazioni diverse. A sinistra quattro numeri. A destra il volume scambiato a ogni singolo prezzo, diviso fra chi ha aggredito in acquisto e chi in vendita.

Ed ecco la frase da portarti a casa, anche se smetti di leggere qui.

Il colore della candela ti dice dove è finita, non chi ha vinto.

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Come è fatta una candela bid/ask

Ora te lo spiego, partiamo da zero.

Prendi la stessa barra e invece di disegnarla come un rettangolo, spaccala per livelli di prezzo: una riga per ogni tick, o per gruppi di tick se il mercato è largo.

Su ogni riga finiscono due numeri: a sinistra il volume scambiato al bid, a destra quello scambiato all’ask. Cioè quanti contratti sono passati aggredendo la domanda e quanti aggredendo l’offerta.

Occhio, certe piattaforme invertono le colonne: guarda l’intestazione prima dei numeri.

In gergo si chiama footprint, ma su parecchie piattaforme nel menu trovi tutt’altro: Numbers Bars, Volumetric Bars, Cluster, Order Flow Analyzer. Il motivo è banale, “Footprint” è un marchio registrato e non è di tutti. Quindi se cerchi quella parola e non la trovi, non è che non ce l’hai: è che lì si chiama in un altro modo.

Anatomia di una candela bid/ask con cinque richiami numerati: la colonna dei prezzi, il volume aggredito al bid, quello aggredito all'ask, il punto in cui l'acquisto si spegne e la riga più scambiata della barra
Anatomia di una candela bid/ask: la colonna dei prezzi, i due numeri su ogni riga con i richiami numerati, e accanto la stessa identica barra come la vedi sul grafico normale.

Passivo e aggressivo

Ci sono due modi di stare a mercato, e qui si decide tutto.

C’è chi mette un ordine limite lontano dal prezzo: dice il prezzo che vuole e aspetta, e finché il mercato non arriva da lui non esegue niente. E c’è chi manda un ordine a mercato: non dice il prezzo, dice adesso, e paga lo spread pur di entrare.

La candela bid/ask conta chi ha pagato per avere fretta.

Chi compra a mercato si prende il prezzo di chi sta vendendo, cioè colpisce l’ask, e quel volume finisce nella colonna dell’ask. Chi vende a mercato colpisce il bid, e finisce nella colonna del bid.

Chi lascia lì un limite ad aspettare, in quelle colonne, non ci finisce come aggressore. Ci finisce come controparte.

Sequenza in tre pannelli che mostra il libro ordini prima e dopo l'arrivo di un ordine di acquisto a mercato da 120 contratti, con la tabella di chi consuma cosa e in quale colonna finisce il volume
Come nasce un numero dentro la cella. Prima: 180 contratti in vendita fermi sull’ask, che aspettano. Poi arriva un ordine di acquisto a mercato da 120. Dopo: sull’ask ne restano 60, e nella cella si accende ask 120. Comprati 120, venduti 120. Gli stessi.

Il paletto che separa chi ha capito da chi ripete

Attento qui, perché in giro sbagliano quasi tutti.

Ogni contratto scambiato ha un compratore E un venditore. Sempre, per costruzione: le due quantità sono identiche per definizione. Quello che può essere diverso è quanti erano da una parte e dall’altra, e soprattutto chi si è mosso per primo.

Quindi quei due numeri NON dicono “qui c’erano più compratori che venditori”. Quella frase non vuol dire niente.

Dicono chi ha preso l’iniziativa, e chi l’ha subita.

Una cella che segna 340 all’ask vuol dire questo: 340 contratti comprati da qualcuno che aveva fretta, contro 340 venduti da qualcuno che stava già lì in fila con un limite.

Ogni numero grosso racconta due storie insieme, di chi ha spinto e di chi ha retto. Il footprint non ti dice chi aveva ragione: ti dice che erano tutti e due lì.

Il delta, in due minuti

In fondo alla candela c’è la riga dei totali, ed è la prima che si guarda.

Tre riquadri con il volume totale, il delta e il prezzo più scambiato di una candela bid/ask, ognuno con la domanda a cui risponde
La riga in fondo alla candela risponde a tre domande diverse: quanto si è scambiato in tutto, chi aveva più fretta (il delta), e a quale prezzo si sono fermati quasi tutti.

Il delta è una sottrazione: volume all’ask meno volume al bid.

Positivo, dentro quella barra l’iniziativa aggressiva netta era in acquisto. Negativo, era in vendita. Non significa “più compratori” (vedi sopra) e non significa “adesso sale”.

Te lo ripeto perché è la leggenda più diffusa del settore. Il delta misura lo sforzo, il prezzo misura il risultato, e il delta è già dentro il prezzo: quando la cella esiste, quei contratti sono passati e il prezzo ha già reagito.

La parte interessante è quando i due non tornano. Delta grosso e positivo e il prezzo che non sale di un tick: qualcuno sta vendendo con calma tutto quello che gli arriva addosso. Oppure il contrario, vendite aggressive a manetta e il prezzo impalato lì.

Sforzo contro risultato: se spingi il motorino in salita come un dannato e non avanzi, il problema non è la spinta, è il peso dall’altra parte.

Stessa aria di famiglia del GEX: il prezzo si muove per gente costretta a comprare e vendere dietro le quinte, e sul grafico tu vedi solo l’effetto.

Tre candele bid/ask affiancate con delta molto diversi: la salita comprata, la salita con delta negativo e la barra con volume enorme e prezzo fermo
Lo stesso strumento racconta tre storie diverse: la salita comprata, la salita in cui gli aggressivi stavano vendendo, e la barra con volume enorme che non si muove di un tick. Il delta non è un segnale, è una domanda.

E adesso il freno a mano.

Una divergenza, da sola, non è un ingresso. Il delta ti manda a guardare un livello, non ti dice di cliccare: il livello deve essere già lì, deciso prima e per altre ragioni.

Il punto scomodo: tutto questo vuole il future

Adesso la parte onesta, quella che rischia di costarmi qualche lettore. Pazienza.

La candela bid/ask si regge su una cosa sola: il volume vero degli scambi, con attaccato il lato dell’aggressore.

Sui future del CME (ES, NQ e compagnia) c’è tutto. Libro ordini unico e centralizzato, volume ufficiale in contratti, e soprattutto il lato dell’aggressore, che la borsa pubblica dentro il flusso dati. Non è una stima della piattaforma, è un dato dichiarato dalla borsa. Con un’eccezione: nelle aste, tipo l’apertura, gli ordini si incrociano tutti insieme e nessuno colpisce nessuno. Quel volume finisce nella candela senza lato, e la prima barra dopo l’apertura non si legge come le altre.

Sul forex spot no. Non c’è un book unico, ogni broker vede solo il suo pezzo, e il lato dell’aggressore va indovinato con regole che sbagliano, e sbagliano di più proprio sui trade grossi.

Sui CFD peggio ancora. Il tuo broker non è una borsa: quello che vedi come volume è quasi sempre tick volume, un contatore di quante volte il prezzo si è mosso, non di quanti contratti sono passati.

La regola pratica è secca: si analizza sul future, si esegue dove hai il conto. E se i dati dei future non ce li hai, non fingere di avere il footprint: meglio niente che un dato finto.

Però “meglio niente” non vuol dire entrare al buio. Se operi su CFD, tieni almeno davanti i numeri che dai future arrivano lo stesso: imbalance, COT, zone di interesse su DAX, ES, NQ e Dow. Li ho messi dentro Thunder Desk, è gratis, ed è il modo di non entrare cieco su uno strumento che copia un mercato che non stai guardando.

Tanto più che l’indice lo muovono anche cose che sul tuo grafico non compaiono, tipo le opzioni che scadono in giornata.

Un caso vero: NQ, 29 luglio

Ti faccio vedere come si legge un livello. Come si legge, non come si sceglie: quella è tutta la puntata 2.

29 luglio, Nasdaq.

Sul grafico avevo un livello a 27.797, uscito da una zona di squilibrio, un buco lasciato dal prezzo mentre correva e non ancora ripassato. Da solo, è un numero su un grafico. Ce ne sono mille.

Poi ho guardato il libro degli ordini. Sopra, a 27.800, c’era una fascia spessa di ordini in vendita. Ferma lì da minuti.

Due strumenti diversi, lo stesso prezzo.

È questo il cuore del pezzo. Non “il footprint dà il segnale”, ma due cose che non si parlano fra loro e che indicano lo stesso numero.

Vendita in limite con due contratti a 27.796,88, appena sotto il muro. Stop a 27.880,50, dietro un’altra riga grossa più in alto, non a una distanza scelta col righello. Target 27.709, appoggiato a una fascia di ordini in acquisto.

Esito: eseguito, il primo contratto coperto strada facendo e il secondo portato fino al target pieno. +87,88 punti sul contratto arrivato in fondo, +152,76 sommando i due.

Schema del caso NQ del 29 luglio 2026: a sinistra il grafico con la zona di squilibrio e la sua mediana a 27.797, a destra la mappa del libro ordini con la fascia in vendita poco sopra, e i livelli di ingresso, stop e obiettivo
NQ, 29 luglio 2026: lo stesso prezzo indicato da due strumenti che non si parlano fra loro. A sinistra il grafico con la zona di squilibrio, a destra la fascia di ordini in vendita ferma poco sopra. Schema ridisegnato dal grafico reale.

E la barra che tocca quel livello è il posto dove serve aprire la vista bid/ask. Quello che vuoi vedere, salendo verso il muro, è l’aggressione in acquisto che si spegne riga dopo riga e il bid che cresce: la spinta che finisce prima della cima. Se c’è, il muro è vero. Se non c’è, quel livello è solo un numero.

Io la vista bid/ask ce l’ho su DeepCharts di Volumetrica, dove si chiama Order Flow Analyzer, mentre la mappa della liquidità sta nel DeepDOM. Due cose diverse, due nomi diversi.

Due righe di trasparenza, che mi sembrano dovute: quelli sopra sono link di affiliazione. Se li utilizzi e sottoscrivi io prendo una commissione, tu non paghi un centesimo in più.

Ricostruzione di una candela bid/ask sul livello: salendo, il volume aggredito all'ask cala riga dopo riga mentre quello al bid aumenta
La barra sul livello, aperta riga per riga: salendo verso il muro il volume aggredito all’ask si spegne e quello al bid aumenta. Schema didattico, i numeri servono a far vedere la forma, non sono la stampa del libro ordini.

Adesso la parte che non ti fa vedere quasi nessuno.

Lo stesso giorno, stessa lettura, avevo il gemello sull’ES. Il livello c’era, l’ordine era lì. Non è mai partito, non è stato eseguito, punto.

Perché, lo vediamo nella prossima puntata.

Cosa fai da domani mattina

Il compito è piccolo, e proprio per questo prendilo sul serio.

Per una settimana, su questa roba non ci operi. Zero.

Apri la vista bid/ask su un future che segui già, guarda solo i punti in cui il prezzo si è girato, e a ogni giro fatti quattro domande.

Card con le quattro domande da fare a una candela bid/ask prima di pensare a un ordine
Le quattro domande da fare a ogni candela bid/ask, prima ancora di pensare a un ordine: dove si è scambiato di più dentro la barra, chi era aggressivo e a quali prezzi, se la spinta si è spenta prima della fine della candela, e se il prezzo si è mosso quanto meritava il volume che ci è passato.

Poi segna le tue letture, e scrivile PRIMA di sapere come va a finire: col senno di poi abbiamo ragione tutti. Se un posto dove metterle non ce l’hai, usa il TradingBlog Diary: è gratuito, e ti ritrovi il registro delle tue letture al posto dei ricordi. Che non coincidono mai 🙂

Nella prossima puntata apriamo il cassetto operativo: l’assorbimento, l’esaurimento, gli squilibri impilati e il delta che non torna. Cioè come si passa dal “ho capito cosa vedo” al “so su quale prezzo metto l’ordine”. Eccola: assorbimento, esaurimento e squilibri, cioè come si sceglie il prezzo dell’ordine.

Saper leggere una candela bid/ask non ti fa guadagnare un euro. Ti toglie la scusa di dire che il mercato è impazzito. Non impazzisce mai: siamo noi che guardiamo il rettangolo colorato e ci raccontiamo la storia comoda.

Chiudo qui. Se conosci un trader che entra sulle candelone verdi perché “sono belle piene”, o che sta ancora segnando pin bar col pennarello, mandagli questo pezzo. A te non costa niente, a lui magari fa risparmiare qualcuno degli anni che ci ho messo io.

Suerte Amigo!

Tiziano Brunno

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