Il sorpasso c’è stato, ma non dove lo stavi guardando

Ciao trader,
a metà luglio ti avevo lasciato con una domanda aperta.
Ethereum è il fratello sfigato che ha perso il treno, o è una molla compressa pronta a scattare?
Bene, un pezzo di risposta è arrivato. E come al solito non è arrivata dove la stavamo guardando tutti.
Il titolo che hai letto
Per la prima volta da quando esistono, i fondi ETF su ether hanno raccolto in un mese più di quelli su bitcoin.
Il titolo gira da settimane, in italiano e in inglese, quasi sempre con la stessa parola: sorpasso.
Ed è vero. Non è una bufala, il dato c’è.
Il problema è che il titolo finisce lì, e il numero invece continua.
Ora apriamo il numero
Luglio 2026. Ecco le due cifre, una accanto all’altra.
ETF su ether: 365 milioni di dollari di raccolta netta.
ETF su bitcoin: 205 milioni.
Sorpasso, appunto. Adesso però guarda le due etichette che nessuno ti ha messo sotto.
Quei 365 milioni sono il mese migliore di ether da quando i suoi ETF esistono, cioè da luglio 2024.
Quei 205 milioni sono il mese peggiore di bitcoin da quando i suoi ETF esistono.

Rileggi la frase, perché è tutto lì dentro.
Il record di uno ha battuto il minimo storico dell’altro.
Non è la Ferrari che ha superato la McLaren in rettilineo. È la McLaren che si è fermata ai box, e la Ferrari, che stava andando alla sua velocità massima, se l’è trovata davanti.
Sempre un sorpasso è. Ma se scommetti sul pilota sbagliando la ragione, poi al giro dopo ti stupisci.
E il prezzo, che dice?
Qui arriva la parte che mi interessa davvero, perché è quella che ti tocca il conto.
Se i flussi comandano, e ether ha vinto il mese sui flussi, ether dovrebbe volare.
Ether, a metà agosto, sta poco sopra i 1.900 dollari.
Il picco del 2025 era intorno ai 5.000.
Bitcoin nel frattempo sta intorno ai 64.000, contro un massimo di 126.080 toccato a ottobre 2025.
Quindi il flusso ha vinto e il prezzo non se n’è accorto.
Non è una stranezza, ed è la stessa identica famiglia di cose di cui parliamo da un mese su questo blog. Quello che muove il tuo grafico spesso non sta sul tuo grafico, e quando finalmente riesci a vederlo, scopri che è più piccolo di come te l’avevano raccontato.
Il motivo è banale: le proporzioni
Trecentosessantacinque milioni di dollari sembrano tanti perché noi ragioniamo con lo stipendio.
Sul mercato di ether, che capitalizza centinaia di miliardi, sono un rubinetto. Non sono una diga.
Ci sono singole giornate storte in cui su ether si muove più valore di così in poche ore.
Quindi la domanda giusta non è mai “quanto è entrato?”.
È “quanto è entrato rispetto a cosa?”.
E qui ti do il numero che nessuno ha titolato, che è di gran lunga il più grosso di tutta la storia.
Il numero vero, quello senza titolo
Nel primo semestre del 2026 gli ETF su bitcoin hanno perso 5,4 miliardi di dollari netti.
È il primo semestre in rosso da quando esistono, cioè da gennaio 2024.
Il patrimonio gestito è sceso da oltre 70 miliardi a circa 55 a fine giugno.

Guarda la figura e tieni a mente la proporzione, perché vale più di dieci articoli.
Il “sorpasso” da 365 milioni è quindici volte più piccolo del fiume che nel frattempo era uscito dall’altra parte.
Uno ha fatto notizia. L’altro no.
Ed è sempre così, tra parentesi: la notizia è l’evento raro, il numero grosso è la noia che nessuno racconta.
Dove il sorpasso c’è per davvero
Adesso ti dico l’unica cosa di questo pezzo che si può usare.
Se prendi il prezzo di ether e lo dividi per quello di bitcoin, tiri fuori il famoso ratio ETH/BTC. È il modo pulito di chiedersi chi dei due sta andando meglio, senza farsi sporcare il ragionamento dal dollaro.
Quel rapporto, a maggio, stava intorno a 0,024.
Adesso sta intorno a 0,030.
Ecco il sorpasso. È lì, non nel prezzo in dollari.
Ether ha guadagnato circa un quarto contro bitcoin, e nello stesso periodo ha perso valore contro il dollaro. Le due cose stanno insieme benissimo, perché sono due scommesse diverse.
E questa è la lezione operativa vera, che non riguarda le crypto ma qualunque mercato tu tocchi:
se compri A perché pensi che batterà B, la scommessa giusta è A contro B, non A contro il dollaro.
Chi a maggio si è messo lungo ether contro bitcoin ha avuto ragione e l’ha portata a casa.
Chi si è messo lungo ether e basta ha avuto la stessa identica intuizione, ha avuto ragione sulla tesi, e ha perso soldi lo stesso.
Se dopo questo pezzo ti resta una sola frase, fai che sia questa.
La spiegazione che gira, e quanto ci credo
Quelli che il mestiere lo fanno sul serio la raccontano più o meno così: chi vende gli ETF su bitcoin sta vendendo l’esposizione a una riserva di valore che il valore non lo stava riservando, mentre chi compra gli ETF su ether compra un’infrastruttura che qualcosa rende, tra il 2 e il 2,6 per cento netto di staking, e su cui si regolano le stablecoin.
È una spiegazione coerente. Mi piace pure.
Però mettiamoci d’accordo su cosa è: è una narrazione che si adatta bene ai dati, non una prova.
Le narrazioni che si adattano bene ai dati sono le più pericolose che esistano, perché sembrano capire e invece stanno solo raccontando all’indietro. Se domani il rapporto torna a 0,024 troveremo tutti, me compreso, un motivo altrettanto elegante per spiegarlo.
E agosto?
Agosto non te lo commento, e ti dico perché.
Nella prima settimana del mese gli ETF su bitcoin hanno raccolto oltre 750 milioni.
Nella settimana intorno a Ferragosto ne sono usciti quasi 390.
Due titoli opposti, tutti e due veri, a otto giorni di distanza.
Chiunque ti citi una singola settimana per dimostrarti che i soldi stanno entrando, o che stanno uscendo, sta scegliendo la settimana che gli serve.
È lo stesso identico difetto della statistica di cui parlavo mercoledì sui livelli: una cifra senza il periodo con cui è stata costruita non è un dato, è una posizione mascherata da dato.
Se vuoi guardare i flussi, guardali per mese e per semestre. Sotto quella soglia è rumore, e il rumore ti fa entrare male.
Cosa me ne faccio, in pratica
Poco, e onestamente.
I flussi degli ETF sono contesto lento. Ti dicono chi sta accumulando in silenzio nell’arco di trimestri, non se domani mattina compri o vendi.
Chiedere ai flussi il timing è come chiedere all’orologio del salotto che tempo fa fuori.
Quello che invece cambia davvero le cose, se il mondo crypto lo tocchi, è la size. Perché qui il “mese peggiore di sempre” e “il mese migliore di sempre” stanno dentro lo stesso trimestre, e la volatilità che c’è dietro quei titoli è la stessa che ti liquida di notte mentre dormi.
Se ci operi con la leva, il conto della size fallo prima di entrare e falla piccola: ho messo online il Crypto Risk Manager apposta, è gratuito e ti dice in dieci secondi quanto puoi permetterti di sbagliare.
Non è il tool che ti fa guadagnare. È quello che ti tiene al tavolo abbastanza a lungo perché la tua tesi, se è giusta, abbia il tempo di diventarlo.
Chiudo dove avevo aperto
A luglio la domanda era: fratello sfigato o molla compressa?
La risposta di oggi, onesta, è molla che si sta caricando, ma di poco, e contro bitcoin, non contro il dollaro.
Il sorpasso sui flussi è reale ed è la prima volta. Ma è successo ai minimi storici di tutti e due, dentro un semestre in cui dal settore sono usciti miliardi, e il prezzo in dollari non lo ha nemmeno salutato.
Se ti interessa il quadro completo, il pezzo di luglio su ether resta valido nelle premesse, e quello su bitcoin e i flussi degli ETF è il fotogramma prima di questo.
Un sorpasso ai minimi di entrambi non è una gara vinta. È una gara che ha smesso di correre uno solo dei due. Tiziano Brunno
E la morale, che poi è sempre la stessa da quando ho iniziato a scrivere su questo blog.
I titoli ti danno il verbo. I numeri ti danno il soggetto e il complemento.
Se leggi solo il verbo, sai che è successo qualcosa e non sai né a chi né quanto, e con quella roba lì ci apri le posizioni.
Suerte Amigo!
Tiziano Brunno
Tradingblog
Vuoi mettere alla prova la tua lettura dei mercati?
Confrontati e sfida altri trader in un’Arena in ambiente demo, senza rischio di capitale reale. Scopri le Performance Arena Event di The Thunder Trader.
Disclaimer: contenuto puramente informativo ed educativo. Non costituisce consulenza finanziaria né un invito a operare. Il trading comporta rischio di perdita del capitale. I dati di flusso citati sono aggiornati al 18 agosto 2026.

Tiziano Brunno, trader dal 2014. Ho iniziato come junior in una prop firm e ne sono uscito da CEO: il settore lo conosco da dentro, trucchi compresi. Qui scrivo di mercati, macro e crypto senza cravatta e senza fuffa – solo roba verificata. Oggi costruisco The Thunder Trader, dove contano solo le performance.


